Premio agli ultras con Daspo, bufera sul Coni di Chieti: si dimette il delegato provinciale

Il caso del premio Coni assegnato alla Curva Volpi, ritirato anche da quattro ultras colpiti da Daspo, si chiude con le dimissioni del delegato provinciale di Chieti, Massimiliano Milozzi. Una vicenda che, partita come una gaffe istituzionale, si è rapidamente trasformata in un imbarazzo nazionale per il Comitato olimpico.

La consegna del riconoscimento aveva infatti visto tra i beneficiari persone destinatarie di provvedimenti di divieto di accesso agli stadi, emessi per episodi di violenza e comportamenti antisportivi. Quattro ultras, in particolare, sono attualmente esclusi da qualsiasi impianto sportivo europeo per periodi compresi tra due e nove anni.

Dopo le polemiche e le richieste di chiarimento, ieri Milozzi è stato convocato dal prefetto di Chieti, Silvana D’Agostino, che ha chiesto spiegazioni in quanto il Coni, ente pubblico, è soggetto alla vigilanza dello Stato. In quell’incontro il delegato avrebbe già manifestato l’intenzione di lasciare l’incarico.

Le dimissioni sono state formalizzate oggi con una comunicazione inviata al presidente regionale del Coni, Antonello Passacantando, che ha poi informato il vertice nazionale. Proprio il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, nei giorni scorsi aveva sollecitato ufficialmente un passo indietro, segnale evidente di come il caso avesse superato i confini locali.

A pesare non sarebbe stato solo l’episodio in sé, ma anche la gestione successiva. Invece di riconoscere l’errore o una grave leggerezza istituzionale, il Coni provinciale aveva difeso la scelta sostenendo che il premio fosse destinato alla Curva Volpi come entità collettiva e non ai singoli tifosi. Una linea interpretativa che ha finito per alimentare le critiche, apparendo come un tentativo di separare un simbolo dalle persone che lo incarnano, comprese quelle ritenute incompatibili con i valori dello sport.

La vicenda lascia ora in eredità una riflessione più ampia sul rapporto tra istituzioni sportive, tifoserie organizzate e rispetto delle regole, oltre a una delega provinciale del Coni da ricostruire dopo una delle pagine più controverse degli ultimi anni.

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