L’esperienza maturata in anni di attività, prima all’estero e poi a Chieti, ha portato Francesco D’Antonio (nella foto) a entrare nel gruppo di esperti incaricato di redigere le nuove linee guida sulla gestione della gravidanza a rischio, recentemente pubblicate dall’Istituto Superiore di Sanità. Il ginecologo, professore all’Università “Gabriele D’Annunzio” e dirigente medico della Clinica Ostetrico-Ginecologica dell’ospedale “SS. Annunziata”, ha lavorato insieme ad altri sette docenti universitari alla stesura del documento, articolato in quattro ambiti principali: parto pretermine, diabete, restrizione della crescita e ipertensione.
“Il coinvolgimento in un contesto istituzionale e di studio così qualificato – commenta D’Antonio – rafforza il ruolo che il SS Annunziata svolge come Polo di riferimento regionale ed extra regionale nella gestione della patologia fetale e della gravidanza a rischio. In tale ambito, per volontà anche della stessa Direzione strategica della Asl, nel nostro ospedale si continuerà a investire, sia sul fronte della clinica che dell’attività chirurgica: desideriamo offrire servizi avanzati e un’assistenza di qualità alta nelle gravidanze complicate e a rischio, e dare alle future mamme quella serenità che non dovrebbe mai mancare quando si è in attesa di un bambino”.
Grazie a una solida produzione scientifica e a una casistica costruita nel tempo, la Clinica Ostetrico-Ginecologica di Chieti rappresenta oggi un punto di riferimento per i parti gemellari, le gravidanze a rischio e le patologie fetali. Ogni giorno, negli ambulatori della struttura, vengono visitate tra le 20 e le 30 donne, anche provenienti da fuori regione. Da alcuni mesi, inoltre, vengono effettuate anche trasfusioni intrauterine.
“Ci gratifica il riconoscimento attribuito al nostro ospedale per l’attività svolta – sottolinea il Direttore generale della Asl Mauro Palmieri – . a conferma della validità del percorso intrapreso. La scienza ci dice che un’adeguata gestione di queste gravidanze in termini di tempestività nella diagnosi e nel trattamento, offre garanzie di qualità e sicurezza delle cure alla mamma e al bambino”.
Le linee guida definiscono una gravidanza ad “alto rischio” quando esiste una maggiore probabilità di esiti avversi per la madre e per il nascituro rispetto alla popolazione generale delle gestanti. Tale condizione può essere determinata da fattori preesistenti oppure da complicanze insorte durante la gestazione. L’attenzione clinica, epidemiologica e scientifica verso questo ambito è elevata, in quanto le gravidanze ad alto rischio sono associate a un aumento della morbilità materna, fetale e neonatale.
