L’Umanesimo accoglie la Scienza: al Convitto “G.B. Vico” dialogo tra sapere classico e contemporaneità

L’umanesimo non è un’eredità immobile del passato, ma un terreno fertile in cui la scienza può mettere radici e crescere. È da questa convinzione che nasce la III edizione de “L’Umanesimo accoglie la Scienza”, il ciclo di incontri promosso dai Licei Classico e Classico Europeo annessi al Convitto Nazionale G.B. Vico di Chieti, in programma nel 2026 presso la Sala Manzini del Convitto.
La rassegna, articolata in tre appuntamenti mattutini (dalle 10.30 alle 13.00), si propone di avvicinare studenti e pubblico a temi scientifici complessi attraverso linguaggi accessibili, contaminazioni con l’arte, la matematica, la filosofia e la fotografia. Un progetto culturale che conferma la vocazione del liceo classico come luogo di dialogo tra tradizione e innovazione.
Ad aprire il ciclo, il 15 gennaio, sarà l’incontro “Quanti quanti? La fisica quantistica per tutti”, affidato ad Anna Parisi e Valentina Schettini, con introduzione di Francesco Vissani. Un viaggio divulgativo nel mondo della fisica quantistica, disciplina spesso percepita come ostica, ma qui raccontata con l’obiettivo di renderla comprensibile e affascinante anche ai non addetti ai lavori.
Il 21 gennaio sarà la volta di “Insalate di matematica. Trentuno pezzi facili tra arte, design e architettura”, con Silvia Benvenuti, un incontro che esplora il volto creativo della matematica e il suo legame profondo con le forme, le strutture e l’estetica del mondo che ci circonda.
A chiudere la rassegna, il 6 febbraio, Marco Bellelli ed Edoardo Fiorucci condurranno il pubblico in “Fishing for the Moon. Dall’Abruzzo alla NASA: il linguaggio universale di uno scatto”, un racconto che unisce fotografia, scienza e ricerca spaziale, dimostrando come un’immagine possa diventare strumento di conoscenza universale.
L’iniziativa si inserisce in un percorso educativo che mira a superare le tradizionali barriere tra saperi umanistici e scientifici, riaffermando il ruolo della scuola come laboratorio di pensiero critico. In un’epoca dominata dalla tecnologia e dalla velocità dell’informazione, il messaggio che arriva da Chieti è chiaro: comprendere il presente richiede sia la profondità dell’umanesimo sia il rigore della scienza.
Un invito, rivolto soprattutto alle nuove generazioni, a non scegliere tra culture “opposte”, ma a riconoscerle come parti di un unico, grande racconto del sapere umano.

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One thousand years ago, superstition and the sword ruled. It was a time of darkness. It was a world of fear. It was the age of gargoyles. Stone by day, warriors by night, we were betrayed by the humans we had sworn to protect, frozen in stone by a magic spell for a thousand years.

Now, here in Manhattan, the spell is broken, and we live again! We are defenders of the night! We are Gargoyles! Scout troop short a child, Khrushchev’s due at Idelwyld… Car 54, where are you? Harlem that’s backed up.

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