La sicurezza dei lavoratori del trasporto valori deve diventare una priorità assoluta. È l’appello lanciato con forza dalla Filcams Cgil di Chieti, che torna a denunciare la crescente e preoccupante escalation di assalti ai portavalori, episodi sempre più frequenti e violenti che mettono quotidianamente a rischio la vita delle lavoratrici e dei lavoratori della vigilanza privata.
Secondo il sindacato, non si è più di fronte a fatti isolati, ma a una vera e propria emergenza che da tempo viene segnalata senza ottenere risposte adeguate. Le guardie giurate, impegnate in un servizio essenziale per il Paese, operano spesso in condizioni di rischio elevatissimo: organici ridotti, carichi di lavoro pesanti, protocolli di sicurezza non aggiornati e strumenti di prevenzione insufficienti rispetto al livello di violenza degli attacchi criminali.
La Filcams Cgil di Chieti ha espresso piena solidarietà ai lavoratori coinvolti nell’assalto avvenuto questa mattina e alle loro famiglie, ribadendo un principio fondamentale: la sicurezza non può essere considerata un costo, ma un diritto e un obbligo morale e giuridico.
«È inaccettabile – sottolinea il sindacato – che chi garantisce ogni giorno un servizio strategico continui a pagare il prezzo di scelte aziendali orientate al risparmio e alla logica del massimo ribasso». Una situazione che, secondo la Filcams, è ormai fuori controllo e richiede interventi strutturali immediati da parte delle istituzioni competenti e delle aziende del settore.
Tra le richieste avanzate figurano il rafforzamento degli standard di sicurezza nei servizi di trasporto valori, investimenti concreti in mezzi, tecnologie e organizzazione del lavoro, la revisione dei modelli operativi con la tutela dell’incolumità dei lavoratori al centro, e un maggiore coordinamento tra sicurezza pubblica e vigilanza privata.
La sicurezza sul lavoro, conclude la Filcams Cgil di Chieti, viene prima di tutto. In assenza di risposte concrete e tempestive, il sindacato annuncia che proseguirà la mobilitazione a tutela di lavoratrici e lavoratori costretti ogni giorno a operare in condizioni di rischio inaccettabili. «La vita dei lavoratori non è negoziabile».
