Amami Teatro raggiunge la consacrazione e avvolge tutto l’Abruzzo nel segno dell’amore

Un abbraccio lunghissimo ha suggellato domenica sera la conclusione della sesta edizione di Amami Teatro, la rassegna che per sei giorni ha visto nel Teatro Marrucino la presenza sul palco di centinaia di artisti, e l’eccezionale risposta di un pubblico ammirato per quella che è diventata una delle punte di diamante della cultura abruzzese e nazionale. Un evento ormai iconico, inaugurato dal Ministro della cultura Alessandro Giuli ed ormai consacrato a livello nazionale, richiamando le oltre 42.000 presenze (a fronte delle 14.000 della prima edizione) e proponendosi come un punto di riferimento artistico, culturale, intellettuale e sociale grazie al valore del volontariato, anima fondante della rassegna, e del desiderio degli artisti di restituire al teatro la propria arte e il proprio talento, in un tributo di amore e di devozione al tempio della cultura e trovando nel meraviglioso teatro teatino il suo punto di approdo più emozionante e raffinato.

Ma Amami Teatro è molto più di una cornice e di un’opportunità per il talento e la creatività dei tanti artisti: è un luogo in cui la dimensione sociale si esprime in tutta la sua bellezza, nell’unione dei tantissimi spettatori che hanno onorato il Teatro Marrucino con la presenza costante e nel lavoro infaticabile dei tanti volontari che hanno prestato il loro tempo a servizio del pubblico e dell’arte, partecipando al concetto e allo spirito più puro e originario della manifestazione. “Possiamo parlare di volontariato artistico in un evento che ormai è diventato una meta iconica non solo per gli artisti, ma per i tantissimi spettatori che ogni giorno vengono da tutta la regione”, afferma Cesare Di Martino, Direttore Amministrativo del Teatro Marrucino e fondatore di Amami Teatro, “ma la rassegna rappresenta un esempio anche sul piano della dimensione sociale e della cultura. Il teatro diventa un centro aperto, una sorta di agorà che consente alle persone di incontrarsi, di unirsi e colloquiare nel nome dell’arte e dell’ideale di teatro, trovando nel Marrucino la scintilla che innesca questo processo”. E l’importanza del Teatro teatino, tempio della cultura e cuore pulsante della città di Chieti e dell’Abruzzo, ben si presta ad un evento che, nel trascendere i confini regionali, rappresenta il grande valore dell’inclusione e dell’unione dei tanti artisti diversi tra loro, coniugando la bellezza e la maestosità di un teatro lirico con le tante e diverse forme di cultura e di espressione, anche contemporanee. “Amami Teatro è un esempio di irritualità nella sacralità”, continua il Direttore Di Martino, “perché il Teatro Marrucino è un luogo sacro della cultura, ha più di 200 anni di storia ed ospita tante attività e spettacoli dal vivo diversi che sono irrituali per un luogo iconico della cultura quale è il teatro”. Il Direttore Amministrativo sottolinea anche il positivo impatto economico per la città e soprattutto l’importanza del rapporto tra la comunità e la tecnologia: “Tra le particolarità di questa manifestazione vi sono lo spazio e l’opportunità date all’arte prodotta con moderni strumenti musicali e modalità compositive ed espressive contemporanee che attirano il pubblico ma in una dimensione sociale, avendo gli spettatori la possibilità di interloquire tra loro e con gli artisti stessi, elemento che ormai è un tratto distintivo del Teatro Marrucino. Si interrompe per un momento il finto socializzare sui social a favore degli incontri reali, in un luogo che ospita tutte le generazioni, dai bambini agli anziani, e che si pone a servizio della comunità, grazie al lavoro dei volontari e alla costante presenza del pubblico che si sente parte attiva di questo evento, in un abbraccio collettivo e verso gli artisti che si esibiscono volontariamente e gratuitamente in onore dell’arte e del teatro”.

E il valore dell’abbraccio, tema di questa edizione, ha permeato ogni incontro suggellando la gioia e la commozione di un pubblico emozionato, che su invito del Direttore Artistico Giuliano Mazzoccante si è abbracciato, al termine di una manifestazione ormai elemento vitale della cultura teatina ed abruzzese. “L’abbraccio è un tema fondamentale, è bello soprattutto quando coinvolge tante persone ed ha veramente un senso infinito, perché nella sua piccolezza rappresenta un qualcosa di grande”, riflette il M° Mazzoccante. “Allo stesso modo, anche Amami Teatro è un evento grande nei cuori non solo delle persone, ma anche del Marrucino e dell’intero Abruzzo. Non si tratta solo di una manifestazione, ma di un concetto di emozione allargato: gli artisti che suonano qui non vengono ad esibirsi, ma a donare la propria arte ricevendo in cambio un segno indelebile. È un’opportunità per tutti, naturalmente con una selezione di base sulla qualità, ed è resa possibile grazie al prestigio e all’importanza del Marrucino per cui la partecipazione a questa rassegna rappresenta una meta e un onore per gli artisti. E la qualità del tempo trascorso è stata meravigliosa, vissuta intensamente da tutto il pubblico, che nonostante le lunghe file ha aspettato pazientemente senza mai lamentarsi, ma in piena comunione con gli altri, consapevoli che siamo tutti uguali di fronte all’arte e alla musica, quasi come una sorta di famiglia che ha condiviso delle emozioni straordinarie in nome dell’amore per il teatro e la comunità”.

E come ricorda Antonello Venditti, nella sua canzone “L’amore insegna agli uomini”, che ha chiuso la rassegna di Amami Teatro 2025, “l’amore insegna agli uomini di non lasciarsi, di unire le nostre solitudini, di non tradirsi mai”. Un amore che ha pervaso i cuori di tutti coloro che hanno vissuto con emozione profonda la grandezza e l’importanza dell’arte e del servizio, rendendo Amami Teatro un meraviglioso e indimenticabile appuntamento in Italia, simbolo degli eterni valori che continueranno a guidare la comunità.

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