Il prossimo sabato 13 dicembre 2025, alle ore 17, la Sala Consiliare della Provincia di Chieti (Corso Marrucino, 97) ospiterà la presentazione di un’opera editoriale che celebra gli ottocento anni dalla Rappresentazione di Penne: Il Presepe Abruzzese. A Ottocento anni dalla Rappresentazione di Penne 1225-2025, scritto dallo storico Enrico Di Carlo e pubblicato dalle Edizioni Il Viandante.
Il volume, che si affianca all’oratorio natalizio Abbruzze Presepie d’Italie – InCanto tra Storia e Leggenda di Mario Canci, propone un duplice percorso – storico-letterario e musicale – per raccontare la radice profondamente abruzzese della tradizione presepiale, a partire dal modello francescano testimoniato da san Tommaso da Celano. Il libro è arricchito inoltre da un saggio di Giacomo de Crecchio dedicato al Presepe Antinori di Lanciano e dalla Prefazione del Cardinale Angelo Comastri, che celebra l’umiltà e la semplicità del popolo abruzzese quali terreno fertile della tradizione del presepe.
La presentazione giunge in un momento di rinnovata attenzione verso il presepe come patrimonio culturale e spirituale dell’Abruzzo. Nei giorni scorsi, infatti, grande emozione ha suscitato l’allestimento del Presepe monumentale di Castelli nella piazza della Basilica inferiore di San Francesco ad Assisi, inaugurato il giorno dell’Immacolata.
Nel contesto storico, il libro ripercorre la tradizione che assegna a Penne il secondo presepe della cristianità, allestito nel Natale del 1225 dal beato Agostino d’Assisi, compagno di san Francesco e testimone dell’evento di Greccio. Una rievocazione che – riportava nel 1963 il frate abruzzese Donatangelo Lupinetti – emozionò l’intero Abruzzo francescano.
Di particolare rilievo la parte musicale firmata da Mario Canci, che ha composto Abbruzze Presepie d’Italie, un Oratorio di Natale per Soli, Coro e Orchestra basato su un testo in dialetto abruzzese ispirato al Vangelo di Luca. L’opera immagina la nascita di “Lu Bambinelle” sulla Maiella, la “montagna Madre” citata da Petrarca come Domus Christi, vista attraverso l’estasi visionaria di un eremita.
Il volume contiene il testo completo dell’oratorio e un QR Code attraverso il quale sarà possibile ascoltare l’intera opera.
A introdurre gli autori sarà Andrea Giampietro, mentre la parte musicale della serata offrirà un tuffo nelle tradizioni natalizie abruzzesi, grazie a un concerto del gruppo Abruzzo EtnOrchestra – La figlia di Iorio.
Si esibiranno: Mario Canci – canto, flauto, piffero, Fabio D’Orazio – canto, organetto diatonico, fisarmonica, Crispi Seccia – canto, zampogna, mandolino e Vincenzo Macedone – canto, percussioni
Di Carlo e Canci sottolineano come il presepe abruzzese sia lontano dai fasti di quello napoletano: figure sobrie, pastori segnati dal lavoro, strumenti nati da mani nodose, strade polverose che portano simbolicamente a Dio. Non c’è la vivacità teatrale partenopea, ma la forza di una religiosità semplice, quotidiana, profondamente legata alla terra.
L’evento del 13 dicembre sarà dunque non solo la presentazione di un libro, ma un omaggio alla storia e all’identità di un Abruzzo che, da ottocento anni, racconta il Natale attraverso la sua anima più autentica.
