Nuovo capitolo nella complessa vicenda della cosiddetta famiglia del bosco di Palmoli. L’avvocato Giovanni Angelucci, difensore dei coniugi anglo-australiani Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, ha rimesso il mandato, annunciando la decisione in una nota diffusa questa mattina. «Mi sono visto costretto a rinunciare al mandato – spiega – perché negli ultimi giorni i miei assistiti hanno ricevuto troppe pressanti ingerenze esterne che hanno incrinato la fiducia alla base del rapporto professionale che lega avvocato e cliente». Secondo quanto ricostruito dal legale, la rottura sarebbe maturata dopo l’ennesimo rifiuto opposto dai coniugi alle soluzioni abitative individuate per consentire loro di lasciare il casolare privo di servizi in cui vivono da tempo. Angelucci avrebbe dovuto effettuare ieri un sopralluogo con la coppia in un’abitazione messa a disposizione gratuitamente da un imprenditore originario di Palmoli, offerta che si aggiungeva all’alloggio temporaneo proposto dal sindaco Giuseppe Masciulli, completo di acqua corrente, elettricità e servizi igienici. Nessuna delle due ipotesi è stata accettata.
Il legale riferisce anche di un ulteriore passo avanti che avrebbe potuto accelerare la presentazione del progetto di ristrutturazione del casolare. «Avrei dovuto raccogliere la firma di Nathan per il deposito presso il Genio Civile del progetto di ristrutturazione straordinaria dell’immobile – afferma– ma per quanto riferitomi dagli interessati simili lavori sarebbero stati per loro troppo invasivi ed impattanti, sicché hanno ritenuto di non firmare né acconsentire al deposito del progetto già predisposto dal tecnico di fiducia». Rifiutata anche la disponibilità della ditta Ssap San Salvo Appalti Spa, pronta a sostenere gratuitamente l’intervento.
Per i coniugi si tratterebbe di una scelta di vita, irriducibile e non negoziabile. Intanto emerge un nuovo dettaglio riportato dal quotidiano Il Centro: un anno fa la madre sarebbe fuggita a Bologna temendo l’allontanamento dei figli. «Se li portate via, il trauma durerà tutta la vita», avrebbe confidato allora. Nel frattempo, Nathan ha scelto di non dormire più nel casolare e trascorre la notte ospite di alcuni amici della comunità di neorurali del Vastese. Una scelta maturata anche alla luce delle motivazioni del Tribunale dei Minori dell’Aquila, che ha allontanato i tre bambini sottolineando, tra gli elementi critici, l’eccessiva esposizione mediatica della famiglia. Da qui il “silenzio stampa” annunciato dal padre inglese.
Sul fronte tecnico, erano già partiti i primi contatti per l’elaborazione di un progetto di ampliamento del casolare, che prevedeva la realizzazione di un bagno e altri interventi strutturali. Una bozza sarebbe potuta rientrare nel ricorso da presentare entro il 29 novembre, ma il progetto – riferisce il sindaco Masciulli – non risulta ancora depositato.
I tre bambini, ora in una struttura protetta, stanno bene e sono seguiti dagli operatori. Con loro c’è la madre Catherine, secondo quanto stabilito dalla magistratura.
