Il pilota abruzzese Rocco Sbaraglia, originario di Chieti, compie un nuovo passo nella sua carriera agonistica: nel gennaio 2026 prenderà parte alla Dakar con Montana Racing, scuderia a base tedesco-americana, al volante di una Nissan Terrano. Per il giovane italiano sarà il debutto in una struttura internazionale, conferma del suo percorso di crescita dopo le prestazioni positive dell’ultimo anno. Montana Racing ha deciso di puntare su di lui per il talento, la maturità dimostrata alla Dakar 2025 e le performance nel Cross Country Rally italiano. Sbaraglia condividerà l’abitacolo con l’americano Taz Harvey, formando un equipaggio nuovo e potenzialmente molto competitivo.
La 48ª edizione della Dakar si disputerà dal 3 al 17 gennaio 2026 in Arabia Saudita, con partenza e arrivo a Yanbu. Il percorso prevede quasi 8.000 chilometri complessivi, di cui circa 4.900 di prove speciali. Due le tappe marathon, situate nella quarta e nona giornata, mentre la sesta sarà la più lunga: 920 chilometri di sabbia e dune. Non ci saranno la “tappa 48 ore” né l’attraversamento dell’Empty Quarter. Previsto, invece, il riposo a Riyadh prima del gran finale sull’ultima parte del percorso verso Yanbu.
Rocco Sbaraglia affronta questa nuova sfida con grande entusiasmo. Il pilota abruzzese si dice “onorato e molto emozionato” di essere stato scelto da un team internazionale come Montana Racing, riconoscendo che si tratta di “una grande responsabilità” e di “un’opportunità enorme” grazie anche alla collaborazione con Taz Harvey. Sbaraglia guarda alla Dakar con ambizione ma realismo: non punta necessariamente al podio, ma vuole essere “costante e competitivo”, concentrandosi sulla gestione della macchina, della navigazione e della fatica, con l’obiettivo di dimostrare di poter essere “affidabile nelle condizioni più dure”.
Sul rapporto con il compagno di squadra, sottolinea l’importanza della complementarità: Harvey porta esperienza, lui “entusiasmo e freschezza”, una combinazione che ritiene possa funzionare molto bene. Sbaraglia riconosce la “scelta coraggiosa” fatta dal team e vuole ripagarla con risultati concreti.
Dal canto suo, Frank Thiel, boss di Montana Racing, spiega che la decisione di puntare su Sbaraglia nasce dal fatto che il pilota è giovane ma “sorprendentemente maturo”, con talento, disciplina e una determinazione rara. Per Thiel, Sbaraglia rappresenta al meglio la nuova generazione di piloti europei su cui Montana Racing vuole investire nel lungo periodo. Quanto agli obiettivi sportivi, Thiel parla di una Dakar da affrontare con intelligenza: la priorità non è la vittoria assoluta, ma la regolarità, la riduzione degli errori e la capacità di portare a termine le tappe marathon, decisive per valutare anche la resa della Nissan Terrano. Una vettura che il responsabile del team definisce “robusta e affidabile”, una base solida per costruire un progetto competitivo destinato a crescere nel tempo.
Per Rocco Sbaraglia la Dakar 2026 non è solo una competizione, ma un passaggio chiave nella sua carriera. Con un team internazionale alle spalle, un compagno esperto e un percorso tra i più impegnativi del mondo, questa edizione potrebbe rappresentare il momento della sua definitiva consacrazione nell’off-road mondiale.
