Maria Cristina Gallo – Il grido di un Paese che non ascolta più

Come psicologa, pedagogista, studiosa e promotrice dell’intelligenza emotiva, non accuso, ma grido il dolore, la delusione, la disperazione e la paura di chi soffre, e di chi non può curarsi in tempo utile.”
Ci sono notizie che non dovrebbero mai esistere, eppure arrivano come una frustata all’anima.
La morte di Maria Cristina Gallo, costretta ad attendere per otto lunghi mesi l’esito di una biopsia, è una di quelle notizie che inchiodano la coscienza.
Otto mesi di speranza, di attesa, di fiducia nella sanità, nella scienza, nella vita.
E quando finalmente la risposta è arrivata, era ormai troppo tardi: le metastasi avevano già vinto il tempo, e con esso la speranza.
Come psicologa, pedagogista, studiosa e promotrice dell’intelligenza emotiva, non voglio accusare nessuno — ma non posso tacere davanti a un dolore così grande.
Questo non è un articolo di denuncia, è un grido del cuore, un appello alla coscienza collettiva, una richiesta di riflessione profonda su ciò che stiamo diventando come società.
Mi chiedo: dove sono gli italiani che gridano per la pace nel mondo, se non sanno più gridare per il diritto alla vita dei propri concittadini?
Dove sono le piazze, le coscienze, i movimenti, le mani alzate al cielo per difendere chi muore in silenzio dentro gli ospedali, per chi non ha i mezzi per pagare una visita o per chi attende invano una cura che non arriva mai?
L’Italia che si commuove per le tragedie lontane deve avere il coraggio di guardare anche le proprie ferite, quelle più vicine, quelle che si consumano ogni giorno nei corridoi dei pronto soccorso, nei calendari sanitari chiusi, nelle liste d’attesa infinite.
Oggi la paura più grande non è ammalarsi, ma non riuscire a curarsi in tempo.
E questa paura non è più solo individuale: è sociale, diffusa, reale.
È una paura che nasce quando chi soffre si sente invisibile, abbandonato, impotente.
Quando le persone si ritrovano a scegliere tra un debito e una speranza, tra un pagamento in intramoenia e mesi di attesa nel sistema pubblico.
Quando la salute diventa un privilegio per chi può permettersi di pagare, e un miraggio per chi vive del proprio salario.
Non è un’accusa, ma una constatazione amara e dolorosa.
E da studiosa dell’intelligenza emotiva mi chiedo:

dove si trova l’empatia in un sistema che non ascolta il dolore umano?

Che valore ha la parola “cura”, se non c’è ascolto?

Che valore ha l’intelligenza emotiva, se la società intera ha disimparato a sentire la sofferenza dell’altro?

Viviamo in un tempo in cui il disagio non è solo fisico, ma spirituale e collettivo.

Le persone non si ammalano solo nel corpo, ma anche nell’anima, perché si sentono sole, dimenticate, ignorate da un mondo che parla di progresso ma dimentica l’umanità.

E allora, anche come pedagogista, sento il dovere di dire che l’educazione alla vita deve tornare ad essere la priorità assoluta.

Educare alla vita significa insegnare a rispettarla, difenderla, onorarla in ogni sua forma.

Maria Cristina Gallo oggi è simbolo di una verità che tutti conosciamo ma pochi osano dire: che la povertà uccide, l’indifferenza uccide, l’attesa uccide.

E che una società senza ascolto non può dirsi evoluta.

La mia voce non vuole creare divisione, ma chiamare al risveglio.

Desidero che ogni lettore, ogni cittadino, ogni operatore della salute, ogni politico, possa fermarsi un attimo e chiedersi:

“Sto davvero facendo tutto il possibile per difendere il diritto alla vita?”

La vera intelligenza emotiva non è solo comprendere i sentimenti, ma trasformarli in azioni di cura, di solidarietà, di giustizia.

E questa è la medicina di cui oggi l’Italia ha disperatamente bisogno.

Non servono parole rabbiose, servono coscienze che si destano.

Servono cuori che tornino a battere all’unisono per chi soffre.

Servono mani tese, non sguardi distratti.

Perché la vita — ogni vita — merita di essere salvata, ascoltata, rispettata.

Con tristezza e dolore, le mie riflessioni.

Dott.ssa Assunta Di Basilico
Psicologa – Pedagogista – Musicoterapeuta
Studiosa e Promotrice dell’Intelligenza Emotiva
Presidente Associazione Essere Oltre ETS – Pescara

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