Al Teatro Marrucino trionfano raffinatezza, eleganza ed amicizia, con le stars of music Pace, Chaushian e Mazzoccante che emozionano il pubblico teatino

La stagione concertistica del Marrucino prosegue, vantando un cartellone che ha portato sul meraviglioso palco teatino alcuni tra gli artisti più importanti della scena nazionale ed internazionale e richiamando non solo il fedele pubblico abruzzese, ma anche i tanti cultori e appassionati della musica classica in un teatro considerato ormai alla pari delle più grandi istituzioni artistiche europee. Al termine del brillante progetto Stars of violin, che ha portato al Marrucino artisti del calibro di Roman Kim e Daishin Kashimoto, vere e proprie leggende musicali e capaci di infondere una ventata di originale innovazione, seppur nell’amore e nella fedeltà al repertorio violinistico tradizionale, domenica il teatro teatino ha emozionato nuovamente gli spettatori grazie ad un meraviglioso concerto, con la presenza e l’esecuzione delle stars of music, il pianista Enrico Pace e il violoncellista Alexander Chaushian, in un contesto storico-musicale in grado di coprire ogni tipo di sensibilità artistica ed emotiva. La raffinatezza, l’eleganza e il sentimento della pura amicizia hanno fatto da padroni, grazie anche all’eccezionale contributo del Direttore artistico del Marrucino M° Giuliano Mazzoccante, che oltre a fare gli onori di casa agli illustri ospiti, ne ha condiviso il palco in nome della stima ed affetto che li lega, conducendo il pubblico nell’idillio più puro, e proponendo una musica a tratti giocosa e leggera, ma sempre riflessiva, intima e luminosa.
Il concerto si è aperto con la Sonata per violoncello n. 1, nuova composizione di Alexey Shor, brillante compositore e filantropo ungherese che, come ha ricordato un ammirato Mazzoccante, ha sostenuto per due anni i Kiev Virtuosi Orchestra nella loro permanenza a Chieti, continuando a finanziare i tanti artisti purtroppo lontani dai loro paesi a causa della guerra. Un’opera, magistralmente eseguita dal duo Chaushian-Mazzoccante, dai toni dolcemente malinconici, tuttavia permeati di una maggiore serenità, alternando nell’Allegro momenti leggeri e veloci in un dialogo a botta e risposta con il pianoforte, per poi passare ad un Andante connotato da una riflessività a tratti nostalgica, aperta a momenti intensi in cui il suono dolce e caldo del violoncello spazia da un registro più basso a toni più alti e quasi drammatici, culminanti tuttavia in un finale inaspettatamente dolce e delicato; ed infine l’Allegro, in cui frasi dolci si sono alternate armoniosamente ad altre quasi militaresche, in un’atmosfera sempre notturna e malinconica.
In seguito, un momento inaspettato e quasi iconico, con la straordinaria esecuzione congiunta di Pace e Mazzoccante dei Sei Morceaux, op. 11 per pianoforte a quattro mani, tra le composizioni più raffinate di Sergej Rachmaninoff, articolate nella Barcarolle dai toni suggestivi, notturni e intimistici, che tuttavia evolvono in un climax ascendente culminando in tutta la loro potenza melodica, e proseguendo nello Scherzo brillante e leggiadro che ben ha messo in luce la sintonia e l’amicizia tra i due pianisti, immersi nella bellezza e nella grazia della composizione, e godendone insieme quasi avvolti in un loro mondo musicale e personale ma del quale hanno investito un pubblico rapito, in tutta la sua potenza emotiva e artistica. In seguito, il Thème russe, un insieme di variazioni su una canzone popolare, che da un tono sommesso cresce in forza e potenza drammatica, proseguendo poi nel Valse, potente ma grazioso ed elegante. Infine, la Romance, la cui malinconia e quasi tragicità sono a tratti smorzate da brevi momenti più dolci e sereni, e il Glory (Slava!), che ridona la luce e maestosità finali.
Un pubblico impressionato è stato poi condotto nel tardo-classicismo beethoveniano, nel quale il duo originario Pace-Chaushian si è ricomposto grazie alla Sonata in la maggiore op. 69 di Ludwig van Beethoven, in un equilibrio sereno tra i due strumenti, evidente nel melodioso dialogo tematico tra essi che brilla nell’Allegro ma non tanto, e proseguendo nello Scherzo, connotato da una vena particolarmente spiritosa e punzecchiante, anche se a tratti inquieta e persino drammatica; ed infine il lento ma dolce ed espressivo Adagio cantabile e l’Allegro vivace, che nella luminosa leggerezza ed eleganza conclude un’opera permeata di un gioco sottile ma raffinato, e soprattutto paritetico tra i due strumenti protagonisti, grazie all’intimo e appassionato coinvolgimento di Chaushian, e all’elegante trasporto di Pace, Maestri nel mettere in luce tutte le caratteristiche espressive.
Infine, la Sonata per violoncello e pianoforte op. 99 (Allegro vivace, Adagio affettuoso, Allegro appassionato e Allegro molto) di Johannes Brahms, connotata da una malinconia tipicamente brahmsiana, a tratti più soffusa e delicata, a tratti grave in cui lo strumento ad arco, sostenuto e in dialogo con il pianoforte, si esprime in tutta la sua intensità romantica, sfociando poi in momenti energici e quasi imperiosi, in un continuo botta e risposta tra pari, ma contraddistinguendosi sempre per il riaffiorare di frasi melodiose che smorzano e donano al movimento una vena dolce e passionale.
Degna di nota la scelta del repertorio (con il bis finale di Fryderyk Chopin, a conclusione del concerto) al tempo stesso gioioso, sereno, ma anche intimo, delicato e malinconico, in grado colpire tutte le sfumature dell’animo umano, e soprattutto di evidenziare il connubio tra gli strumenti, in un rapporto solidale e soprattutto armonioso messo particolarmente in luce dall’esecuzione serena e potente di Chaushian, dal tocco raffinato ed elegante di Pace, e dall’intensità di Mazzoccante, in una serata il cui la potenza dell’arte e dell’amicizia hanno trionfato suscitando la commozione e l’ovazione finale del pubblico.

 

Previous Story

Operazione “Dominica”: cinque misure cautelari per traffico di droga internazionale tra Brasile e Abruzzo

Next Story

Incendio in abitazione ad Atessa: un uomo salvato dai Carabinieri

Ultime notizie da Blog

Latest in Music

About us

One thousand years ago, superstition and the sword ruled. It was a time of darkness. It was a world of fear. It was the age of gargoyles. Stone by day, warriors by night, we were betrayed by the humans we had sworn to protect, frozen in stone by a magic spell for a thousand years.

Now, here in Manhattan, the spell is broken, and we live again! We are defenders of the night! We are Gargoyles! Scout troop short a child, Khrushchev’s due at Idelwyld… Car 54, where are you? Harlem that’s backed up.

Authors

Newsletter

[mc4wp_form id="176"]

© COPYRIGHT 2023 – IL GIORNALE DI CHIETI.
PIAZZALE MARCONI N.69 – 66100 CHIETI
ILGIORNALEDICHIETI@GMAIL.COM | C.F. 93062690693.