I consiglieri provinciali Claudio Carretta, Maurizio Costa, Carla Di Biase, Catia Di Fabio, Graziana Di Florio hanno emesso il seguente comunicato stampa che pubblichiamo di seguito.
Alla luce della proposta di delibera portata in Consiglio provinciale giovedì 18 settembre, recante il riconoscimento del debito fuori Bilancio in conseguenza di una decisione presa in sede di CTC (collegio tecnico consultivo), rispetto al cantiere dell’ITIS L. di Savoia di Chieti, abbiamo dato mandato ad un legale di presentare un esposto alla Corte dei Conti per valutare la correttezza e la trasparenza di un procedimento che ci sembra del tutto irrituale. Noi stessi provvederemo a mandare per conoscenza all’Osservatorio istituito presso il Ministero una nota dove solleviamo tutte le nostre perplessità. Tutto ciò a garanzia degli studenti e dei genitori dell’ITIS L. di Savoia, che hanno il diritto di vedersi riconosciuto un bene costituzionalmente garantito (quello all’istruzione) e, soprattutto, conoscere tempo e modalità con cui riusciranno a rientrare nella propria scuola. La nostra azione mira anche e soprattutto a tutelare l’Ente, unico responsabile in caso di perdita del finanziamento per mancato completamento dei lavori in oggetto. Rimane questo infatti il nostro più grande timore, quello che la scuola non riveda mai la luce, timore rafforzato dalla mancanza di documentazione. Riteniamo tale comportamento omissivo in quanto non abbiamo mai ricevuto la documentazione completa e dettagliata, compresi i verbali del CTC, le richieste di riserve presentate dall’impresa e le relazioni sulla sospensione dei lavori, e lesivo del principio di trasparenza. Abbiamo inoltre segnalato alla Magistratura Contabile la mancanza di una relazione tecnica e amministrativa che chiarisca la responsabilità per le sospensioni dei lavori e la conseguente formazione di questo debito fuori bilancio. Alla luce degli oneri imprevisti e imprevedbili previsti dal quadro economico è necessario capire se siano state tentate tutte le soluzioni meno onerose per l’Ente. Quello che non capiamo, inoltre, è perché se ci sono economie è stata data nuova finanza al progetto addirittura passando per un riconoscimento di debito fuori bilancio, e non si è attinto al 20% restante da altri lavori pubblici? Tutte domande alle quali gli uffici e la politica non hanno saputo o voluto rispondere. Per quanto riguarda questa vicenda, sappiamo bene che non esiste un obbligo formale di astensione nelle sedute del CTC. Pur ribadendo la scelta alquanto singolare del presidente Menna della Consigliera delegata, nessuno dei consiglieri ha mai dichiarato rapporti diretti con la ditta coinvolta; eppure, al momento del voto, c’è stato chi ha scelto comunque di astenersi. Una scelta che fa inevitabilmente riflettere: persino l’art. 51 c.p.c. prevede l’astensione del giudice in casi di semplice commensalità. Possiamo concludere che la scelta del delegato da parte del presidente Menna sia stata quanto meno singolare.
Tutti questi dubbi oltre ad essere legittimi, sono gli stessi che quasi la metà dei consoglieri di csx hanno avuto. Rileviamo infatti che alla votazione di giovedì non hanno partecipato i consiglieri di maggioranza Massimo Tiberini (Sindaco di Casoli), Angelo Radica (Sindaco di Tollo), Marianna Apilongo (consigliera di Atessa). Segno evidente che il Presidente Menna è stato sfiduciato dalla sua stessa maggioranza e che il provvedimento è passato SOLO grazie al suo voto. È arrivato il momento di ridare alla Provincia una guida trazione centrodestra, che garantisca la distribuzione delle risorse in tutti i distretti e, soprattutto, che abbia la capacità di intercettare e gestire le opportunità che la filiera regionale, nazionale ed europea saprà garantirci.
