Sabato 28 giugno, alle ore 18:30, torna in scena “Baccanti”, con tutta la sua straordinaria potenza. L’appuntamento è al Parco della Grava a Roccamontepiano, un luogo suggestivo e fortemente simbolico. Nell’antica Grecia le tragedie si recitavano con luce naturale, fino al calar del sole, non c’erano effetti speciali: la luce stessa era parte del dramma.
Il tramonto, le ombre, il silenzio, tutto contribuiva a dare forza alle parole e al mito. Anche oggi questa tradizione sopravvive in luoghi che ancora respirano la memoria antica, come Siracusa, ed è con quello stesso spirito che le Baccanti andranno in scena, nel momento in cui il giorno cede il passo alla notte, nella luce dorata dell’ora in cui tutto si trasforma.
Il mito
Nelle “Baccanti” Euripide racconta l’arrivo del dio Dioniso nella sua città natale, Tebe, sotto forma di uno straniero venuto dalla Lidia. Le sorelle di sua madre Semele, tra cui Agave, non credono alla sua natura divina, un’offesa che Dioniso decide di punire. Conducendo le donne di Tebe alla follia mistica, le inizia ai suoi riti e le spinge a rifugiarsi sul monte Citerone. Solo Cadmo e l’indovino Tiresia riconoscono il dio, mentre il giovane re Penteo, figlio di Agave, lo osteggia con ostinazione, fino a cadere vittima del suo stesso rifiuto. Dioniso scatena una vendetta spietata e sottile, fino a un climax tragico e disturbante, in cui la madre Agave in preda al delirio uccide il figlio senza riconoscerlo.
La tragedia riflette su temi universali: fede, vendetta, razionalità contro istinto, giustizia e libertà. “Questa è la prima tragedia che non attualizzo, ho sentito la necessità di lasciarla risuonare per ciò che è, nella sua forza originaria, senza sovrapporle altro: una storia antica che sa di terra, di sangue e di vino. Un grido arcaico che ancora ci riguarda, che ancora ci chiama”, afferma la regista Veronica Pace. La regia punta a esaltare la funzione catartica del testo attraverso musiche, corpi e voci, senza stravolgere la potenza originaria di Euripide. Il coro, elemento centrale della tragedia greca, è sempre presente in scena, un corpo unico formato da 29 interpreti, una vera scenografia vivente. La tensione tra sacro e profano, tra umano e divino, rende le “Baccanti” un’esperienza teatrale intensa e viscerale, in cui lo spettatore è chiamato a interrogarsi su domande ancora attualissime: qual è il confine della giustizia? Che valore ha la libertà? L’unica risposta possibile, forse, arriva dal coro stesso: vivere giorno per giorno, con animo semplice, e cantare a gran voce in onore di Dioniso.
In scena
A dare voce a questo potente racconto sarà un gruppo di 29 giovani: una selezione di studenti dell’Università G. d’Annunzio di Chieti-Pescara, che hanno partecipato al “Laboratorio di Teatro” presente nell’offerta didattica del Dipartimento di Lettere, Arti e Scienze Sociali, condotto da Veronica Pace; i liceali del Convitto Nazionale “G.B. Vico” di Chieti e gli attori della compagnia teatrale “Shakespeare in sneakers”.
Cast principale: Noemi Valentini è Dioniso, Ruggero Desario è Penteo, Serena Sablone è Agave, Francesco Salvatore è Tiresia, Alessandro Della Porta è Cadmo, Eugenia Malandra e Lavinia Taraborrelli sono i messaggeri.
Completano il cast: Federica Bosco, Sofia Cau, Giuseppina Comune, Maria Vittoria De Luca, Riccardo Di Gregorio, Veronica Di Muzio, Lavinia Gallucci, Denise Chiara Lella, Rebecca Iezzi, Benedetta La Farciola, Sara Mariani, Nicolas Mastrangelo, Sara Mezzabotta, Giulia Paludi, Sara Pettinelli, Niccoló Francesco Pasqualini, Debora Pulizzotto, Matilde, Santangelo, Lyudmila Sutyusheva, Chiara Szczesny, Iris Tedeschi, Carla Valente.
I Biglietti sono in vendita presso:
– Oreficeria Fasoli – via A. Pollione 7, Chieti
– Tabaccheria Di Nardo Fabrizio – via Roma 44, Roccamontepiano
Saranno acquistabili, in loco, anche la sera dello spettacolo.
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