Di Biase (FdI): “Il rettore Stuppia ha aperto l’università alla città, a tutte le istituzioni e agli enti di diverso livello”

Pubblichiamo di seguito il comunicato della capogruppo di FDI in consiglio comunale a Chieti, Carla Di Biase.

Alla luce di quanto dichiarato dai GD concordo da quanto da loro asserito: è vero che l’Università deve essere lo spazio della formazione critica fuori da ogni condizionamento ideologico. Ed è proprio questo assioma che aiuta a non accettare ciecamente ciò che viene presentato, ma ad esaminare attentamente ogni aspetto. Il pensiero critico è la capacità di pensare in modo obiettivo, razionale e riflessivo su un determinato argomento, mai in maniera di parte e pretestuosa. La decisione dell’Università D’Annunzio altro non è che un modo di omaggiare un Uomo e i suoi insegnamenti di pace e fratellanza. Iniziativa a cui non è preclusa la libertà di ogni studente di  partecipare e non farlo. Grave sarebbe se l’Università diventasse il luogo del pensiero unico e dominante, se fosse accessibile solo agli intellettuali politicamente schierati (mi viene in mente Augias), o a chi dello Stato non ha riconosciuto i valori, i principi e le regole (penso alle lectio magistralis dei Brigatisti Rossi). Le Università devono essere il luogo dello scambio, del confronto, della crescita e della formazione del pensiero ed è proprio per questo che deve rimanere accessibile alla società civile che può apportare contenuti, messaggi, insegnamenti. Solo allora lo studente potrà essere destinatario di quelle tesi e quelle antitesi che portano alla sintesi interiore diversa per ognuno di Noi. Il Rettore Stuppia ha avuto la grande capacità di aprire la Università alla città, alle Istituzioni tutte, agli enti di diverso livello,comprendendo la necessità di creare quel dialogo necessario alla crescita della Città e degli studenti tutti, fattori determinanti per un luogo che non può e non deve essere confinato ad un campus ma che sia faro illuminato di scienza conoscenza e confronto. Solo con questa visone si potrà recuperarne il significato di comunità dove l’individuo può crescere.

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