Un nuovo appuntamento della Rassegna di Teatro Amatoriale “Premio Marrucino 2025” ha richiamato venerdì sera tutti gli appassionati, accorsi numerosissimi presso il celebre Teatro Marrucino di Chieti, per la commedia in due atti “Curnute e mazziate”, scritta e diretta da Giancarlo Verdecchia, con gli attori della Compagnia Atriana di Atri (Te).
Una storia ambientata “a casa” sotto tutti i punti di vista, che vede protagonista una famiglia abruzzese priva da vent’anni del capofamiglia Osvaldo, in stato di coma irreversibile in seguito ad un incidente, che tuttavia conduce una vita non solo normale nella quotidianità, ma anche movimentata all’interno da rapporti familiari, amicali e potenzialmente amorosi, nella consapevolezza che l’uomo non tornerà più a casa. Tuttavia il classico colpo di scena ribalta la “normalità” della situazione, e Osvaldo si risveglia dal coma e torna a casa, destabilizzando le vite, gli equilibri e anche gli interessi di chi ormai non risente minimamente della sua assenza, anzi…
Una commedia semplice e genuina nella trama e nell’ambientazione, diretta magistralmente dal regista e attore protagonista Giancarlo Verdecchia, in grado di operare un connubio profondo, inaspettato e non scontato tra l’ilarità della commedia e la tragicità di fondo della storia. La contraddizione insita nella trama, nei dialoghi, ed espressa anche nelle musiche di Ivan Graziani, Totò, Caterina Caselli e Jovanotti, in apertura e chiusura dei due atti e fonti a volte di riflessione, a volte di leggerezza, si risolve definitivamente nelle considerazioni finali, riportate sulla scena con estrema lucidità, che aprono uno squarcio sulla grettezza dell’animo umano, sulla disponibilità dell’uomo a qualunque compromesso pur di soddisfare i propri interessi ed impulsi anche a danno di coloro che li circondano, evidenziandone però alla base la profonda sofferenza e disperazione. E di fronte al tradimento della fiducia nulla potrà mai essere come prima, in una conclusione fortemente drammatica e inaspettata in grado di impressionare un pubblico entusiasta, che ha salutato gli attori con un caloroso e lunghissimo applauso finale.
La Compagnia Atriana brilla non solo nel talento ma anche nella profonda unione ed armonia tra gli attori, tra i quali ricordiamo, oltre a Giancarlo Verdecchia, anche Giulia di Giacomantonio (Margherita, moglie di Osvaldo), Fausto Verdecchia e Carmela Ranalli (i figli Germano e Fiorella), Dante Fortuna (Benito, fratello di Osvaldo), Annamaria Ginestra (Angela, sorella di Margherita), Pasquale Forcella (Rocco, spasimante di Margherita) Elisabetta Di Musciano, Maria Del Sole, ed infine l’eccezionale Lucia Pisciella, sulla scena madre di Margherita e vera punta di diamante della commedia, una figura fortemente rappresentativa della cultura rurale e tradizionale abruzzese, dove l’autenticità e la spontaneità delle persone si manifestavano in tutti i momenti, sia drammatici che assolutamente esilaranti, nel ricordo di un Abruzzo antico e genuino che riscalda e commuove l’anima e il cuore.

