“Sopra la barriera”: nel carcere di Lanciano il calcio è libertà

Calcio e/è libertà, anche dietro le sbarre. È stata una giornata di sport e trasmissione di valori positivi quella vissuta all’interno della casa circondariale di Lanciano dove è stato proiettato, in anteprima, il cortometraggio prodotto da Bonfire per Lega Nazionale Dilettanti “Sopra la Barriera”. Un viaggio nei penitenziari di Padova e Lanciano dove sono nate due realtà sportive, la Polisportiva Pallalpiede di Calcio a 11 e la Libertas Stanazzo di Calcio a 5. Attraverso le testimonianze di diversi detenuti ma anche dei loro allenatori – a loro volta agenti di polizia penitenziaria – il corto racconta i progetti, il ruolo dello sport nei propri percorsi di vita e di rieducazione.
“Si tratta di progetti che testimoniano come sia importante curare e promuovere l’aspetto sociale che fa parte dello sport e del calcio – ha sottolineato il Presidente della LND Giancarlo Abete nel corso del dibattito seguito alla proiezione del filmato – Ma si può fare di più: in questi anni abbiamo aperto il mondo del calcio dilettantistico a tantissime esperienze che ci arricchiscono e completano”.
“Mettiamoci in gioco” è il progetto nato nella stagione 2014/2015, il primo in Italia a coinvolgere i detenuti di un penitenziario – quello di Lanciano – nel campionato di Calcio a 5 di serie D con una loro squadra, la Libertas Stanazzo. Da allora, ogni sabato le porte del carcere di Lanciano si aprono per ospitare il match di campionato. Un percorso iniziato con l’attuale vicepresidente Figc Daniele Ortolano, allora presidente del Comitato Abruzzo, che ne racconta gli inizi. “Abbiamo parlato con le società, abbiamo chiesto loro di intraprendere questo percorso con noi. Per loro significava venire in carcere a giocare, ma nessuno si è mai tirato indietro. Oggi la nostra Federazione ha tanti progetti e sono felice che sia una vera e propria culla di diffusione di valori, di rispetto e di rispetto delle regole”.
Dopo il dibattito, il taglio del nastro del nuovo campo in erba sintetica della casa circondariale, donato dalla LND e dal Comitato Regionale Abruzzo a margine della manifestazione dello scorso anno “Quarto Tempo”. 
“Se pensiamo che questo campo, all’inizio, era fatto di terra e le linee andavano tracciate col gesso, ci rendiamo conto di quanta strada abbiamo fatto e di quanto importante sia diventato questo nostro progetto – commenta il Presidente LND Abruzzo Concezio Memmo. – Ricordo la prima partita giocata qui: tutti i ragazzi affacciati alle finestre per tifare i loro compagni scesi in campo. È una grande emozione contribuire alla socialità e al reinserimento attraverso il calcio di queste persone che, ogni sabato e durante gli allenamenti settimanali, vestono con orgoglio i colori della Libertas Stanazzo”.
“Lo sport è libertà – ha sottolineato il vicepresidente LND Abruzzo e responsabile Calcio a 5 Salvatore Vittorio. – Per questi ragazzi, ritrovarsi nella normalità di un campo da gioco, disputando una partita, è una grande conquista. Dobbiamo ringraziare tutte le società e tutte le componenti che hanno sposato questa causa e la portano avanti, insieme, da dieci anni. La Libertas Stanazzo ha vinto per quattro volte la Coppa Disciplina: un segnale forte di quanto il calcio sia rispetto delle regole e disciplina”.
“Lo sport si dimostra giorno dopo giorno strumento per diffondere i valori del rispetto delle regole, quelle regole che i nostri ragazzi, in un momento della loro vita, non hanno seguito – conclude la direttrice del penitenziario lancianese Daniela Moi. – Ringrazio quanti hanno creato le condizioni per fare arrivare dentro le mura di questa struttura un modello sano e positivo che serve a fare capire ai detenuti che questa è la strada da seguire”.
 

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