Martedì 18 febbraio 2025 alle ore 17,00, presso il Museo Universitario di Chieti, 2° appuntamento della rassegna cinematografica “TEATE CINEMA – L’ABRUZZO NEI FILM” organizzato dal Dipartimento di Lettere, Arti e Storia dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti e dall’Associazione Culturale Teate Nostra.
Il film in programma è MADRE NOTTURNA, diretto nel 2022 dal regista Daniele Campea, originario di Sulmona.
Introduce il film Federico Pagello, ricercatore presso il Dipartimento di lettere, Arti e storia dell’Università “G. Dannunzio” Chieti – Pescara, dove è titolare degli insegnamenti “Televisione e nuovi media” e “Media e serialità” e, coordina seminari e attività laboratoriali dedicati al cinema. È autore di due studi monografici sul cinema americano contemporaneo e, di innumerevoli articoli pubblicati su riviste scientifiche internazionali e volumi collettivi. È membro dell’Osservatorio sul cinema e sugli audiovisivi in Abruzzo e del Progetto Cine AB; Strategie per la valorizzazione del patrimonio cinematografico e audiovisivo della Regione Abruzzo, finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca attraverso il Bando Prin 2022 PNRR.
Madre Notturna è un film del genere thriller, horror, premiato con L’Anello D’Oro al Ravenna Nightmare Film Festival, festival cinematografico internazionale dedicato al cinema di genere Horror e Fantastico.
Il tema è quello della salute mentale. Agnese, studiosa di lupi, torna a casa dopo un lungo periodo di ricovero. Sua figlia Arianna, adolescente introversa che sfoga la propria inquietudine nella danza, fatica a ricucire la sua relazione con lei.
Riccardo, marito e padre, cerca di tenere insieme la famiglia. La luna ha un potere occulto su Agnese; la sua mente inizia a vagare e il suo corpo a trasformarsi mentre le visioni del “dio del bosco” invadono la realtà.
Il film è stato girato interamente in Abruzzo, nei boschi tra Popoli, Sulmona e Raiano, con un cast tutto abruzzese.
Dal 27 settembre è in distribuzione in Italia, Regno Unito, Stati Uniti e Canada. Il regista, Daniele Campea, abruzzese classe 1982, sarà presente alla proiezione e dialogherà con il pubblico “…. Mi sono rifatto a una tradizione antica che vedeva la licantropia come una conseguenza della depressione, della melanconia. Mi piaceva l’idea di creare un parallelismo tra questa donna, studiosa di lupi, che regredisce pian piano a uno stato sempre più arcaico. La licantropia è legata a una condizione psicologica. Grande protagonista è poi la musica, con la “Norma” di Bellini e la “Follia” di Corelli”. Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.
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