Una città che voglia valorizzare la propria storia e la propria cultura non può fare a meno delle biblioteche. Anche nella nostra epoca digitale il valore del libro cartaceo rimane intatto, soprattutto per gli storici, gli studiosi e gli appassionati. Inoltre la possibilità di consultare cataloghi online facilita notevolmente la reperibilità dei testi.
La nostra città, pur dotata di ricchissime e dotatissime biblioteche, purtroppo non rende facilmente fruibile la consultazione dei testi contenuti. Questo è dovuto alla dislocazione delle stesse e anche ad altre ragioni che adesso proveremo ad elencare, magari fornendo anche qualche umile proposta di soluzione.
Il fiore all’occhiello del sistema bibliotecario cittadino è la Biblioteca de Meis che, a causa del crollo dell’edificio che la ospitava, ora è situata in una zona periferica e scomoda da raggiungere. Purtroppo anche la Biblioteca regionale, che si trovava presso la Casa dello Studente in via della Liberazione, è chiusa da molto tempo e i suoi locali sono stati devastati.
Una notizia positiva, invece, è la recente apertura di una ben organizzata biblioteca a Chieti Scalo: la Biblioteca Bonincontro, spesso sede anche di interessanti conferenze. Molto fornite sono anche le biblioteche scolastiche, da poco anche con i cataloghi collegati in rete, specie quella storica del Liceo Classico G.B. Vico e quella dell’Istituto Tecnico Galiani.
Una Biblioteca straordinariamente ricca e importante è quella dell’Università d’Annunzio dedicata al nostro concittadino Ettore Paratore. Ubicata presso il Rettorato è dotata di numerosi testi ottenuti anche per i numerosi lasciti acquisiti. Purtroppo non sempre risulta agevole ottenere prestiti o consultare in loco. Ci auguriamo che l’illuminata gestione del Rettore possa portare ad una maggiore fruibilità di questo straordinario strumento culturale, diventato indispensabile per studiosi, cultori e divulgatori delle nostre radici e della nostra storia.
© Paolo Rapposelli
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