La “Fondazione Immagine” sulla questione della vendita di Palazzo de Mayo «La collezione degli acquerelli di Sassu non può lasciare Chieti»

Si è molto discusso, nelle ultime settimane, e ancora si discute sulla decisione della Fondazione  Banco di Napoli di cedere Palazzo de Mayo, prezioso edificio nel cuore del centro storico di Chieti.  

Sulla questione interviene, su un aspetto apparentemente marginale ma in realtà di notevole  importanza, la “Fondazione Immagine, arte e scienza, di Alfredo e Teresita Paglione” presieduta dal  giornalista teatino Luciano Di Tizio, che è attualmente anche presidente del WWF Italia. 

«Non entro nel merito della dichiarata volontà di cessione. Il problema, per quanto più direttamente  ci riguarda, è che il complesso a quanto pare è in vendita per le sole mura, non per le opere d’arte e  quant’altro di prezioso è custodito al suo interno. Nelle sale di Palazzo de Mayo c’è però anche una  collezione di 57 acquerelli originali realizzati da Aligi Sassu tra il 1943 e il 1944 per illustrare  l’opera manzoniana “I promessi sposi”, una collezione che non può in alcun modo lasciare Chieti.  Quelle opere sono state donate il 9 agosto 2002 alla Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia  di Chieti dal mecenate ed ex gallerista Alfredo Paglione e dalla moglie Teresita Olivares con un atto  notarile nel quale si impongono una serie di prescrizioni inderogabili. “La donazione – cito alla  lettera da quel documento – viene pattuita alle seguenti condizioni e oneri che la Fondazione accetta  obbligandosi, anche per i propri successori, alla loro osservanza: che la raccolta sia  permanentemente esposta al pubblico, in una degna sede, nell’ambito territoriale della Città di  Chieti; che non venga mai alienata in tutto o in parte”. La Fondazione Banco di Napoli,  nell’acquisire il patrimonio che era stato della Fondazione legata alla storica banca della provincia  teatina, ne ha ereditato anche gli obblighi. Di conseguenza quegli acquerelli devono restare in città e  devono tornare a essere esposti. Nelle trattative per la cessione del palazzo non si potrà non tenerne  conto». 

Chiariamo che l’intervento della Fondazione Immagine si giustifica per i compiti che Alfredo  Paglione in persona le ha attribuito nel momento in cui l’ha creata, affidandola ad alcuni suoi  carissimi amici, il 12 ottobre 2015. Tra i suoi scopi statutari ha infatti, espressamente indicato,  quello di esercitare “la vigilanza sul corretto e pieno rispetto dei disposti degli atti di donazione e di  comodato di opere d’arte sottoscritti da Alfredo Paglione a beneficio di istituzioni abruzzesi”. 

«Siamo certi – conclude Di Tizio – che non ci sarà bisogno di atti legali né di alcuna altra azione: la  Fondazione Banco di Napoli rispetterà, come le compete, la volontà a suo tempo espressa da  Alfredo Paglione e dalla moglie Teresita Olivares che del resto, nel momento di donare quelle  preziose opere, avevano chiaramente dichiarato che lo facevano unicamente “allo scopo di  contribuire al prestigio della Città di Chieti e all’educazione della locale gioventù”».



Previous Story

Giornata di Studi in ricordo della professoressa Francesca Masciarelli

Next Story

IL PRIMO SINDACO D’ITALIA PORTALETTERE D’AMORE

Ultime notizie da Blog

Latest in Music

About us

One thousand years ago, superstition and the sword ruled. It was a time of darkness. It was a world of fear. It was the age of gargoyles. Stone by day, warriors by night, we were betrayed by the humans we had sworn to protect, frozen in stone by a magic spell for a thousand years.

Now, here in Manhattan, the spell is broken, and we live again! We are defenders of the night! We are Gargoyles! Scout troop short a child, Khrushchev’s due at Idelwyld… Car 54, where are you? Harlem that’s backed up.

Authors

Newsletter

© COPYRIGHT 2023 – IL GIORNALE DI CHIETI.
PIAZZALE MARCONI N.69 – 66100 CHIETI
ILGIORNALEDICHIETI@GMAIL.COM | C.F. 93062690693.


Deprecated: Non-static method snwp_Show::fake_wp_footer() should not be called statically in /home/hkagijcn/public_html/nuovo/wp-includes/class-wp-hook.php on line 308