RICEVIAMO e PUBBLICHIAMO la risposta del Sindaco Diego Ferrara a un cittadino residente nella zona di Santa Maria che aveva accusato il primo cittadino di considerare il suo rione di serie B.
“Un residente del quartiere Santa Maria ha fatto pubblicare, ieri, su questo giornale, un suo pensiero evidentemente condiviso perchè parla al plurale, dal titolo” Il quartiere di Santa Maria non è di serie B”. Il suddetto cittadino fonda il suo senso di rammarico nel fatto che nessun amministratore comunale abbia partecipato alla festa e alla processione in onore della Madonna della Cintura e di San Rocco, e si cimenta in una ardita ipotesi sulle ragioni di questa assenza nel “profondo imbarazzo che il sindaco e gli assessori proverebbero nei confronti degli abitanti del quartiere per i disagi causati dal dissesto”. Al gentile concittadino rispondo tramite lo stesso giornale in quanto non ha voluto esprimere le proprie generalità la cui conoscenza mi avrebbe permesso di contattarlo personalmente. La mancata presenza alla processione è di mia esclusiva responsabilità; avevo assicurato di esserci, dovendo tornare dall’estero proprio il pomeriggio della domenica. Lo sciopero generale dei treni mi ha costretto, a Milano, a cercare un mezzo di trasporto alternativo per tornare in sede, splafonando l’orario di arrivo. In questo frangente concitato non ho trovato nessun membro dell’amministrazione che potesse darmi immediata disponibilità ad essere delegato. Di questo mi scuso con il parroco, con i fedeli e con tutti gli abitanti del quartiere. Quello che invece respingo con forza e indignazione è la citazione dell’imbarazzo che dovrei provare nei confronti delle stesse persone. A titolo di “memorandum” e in modo chiaro: 1) il dissesto idrogeologico del quartiere, e di tanta parte della città, non è nato con la mia legislatura ma ha radici profonde e antiche 2) nell’agosto del 2022 fui io a chiedere e ottenere il coinvolgimento della Protezione Civile Regionale sull’argomento 3) nel dicembre 2022 fu firmata una convenzione tra Comune, Protezione Civile e facoltà di Geologia dell’Università G. D’Annunzio per il “monitoraggio e mitigazione del rischio” nel quartiere 4) in seguito a sopralluoghi frequenti sul campo e monitoraggio strumentale incisivo (inclinometri, impedenzometri, immagini satellitari), la Protezione Civile Nazionale ha decretato lo stato di emergenza nazionale sulla zona 5) i dissesti strutturali dei vari palazzi sono stati attentamente monitorati facendo decidere gli sgomberi man mano che i tecnici (non il sindaco) ne decretavano la pericolosità 6) il sindaco ha chiesto e ottenuto udienza in diversi tavoli tecnici sia regionali che nazionali per assicurare che al Comune fossero assegnati i fondi necessari, e mai sufficienti, per la messa in sicurezza del territorio e il ristoro economico (CAS=contributo di autonoma sistemazione) delle famiglie evacuate dalle proprie abitazioni 7) il sindaco ha incontrato più volte, sia nel proprio ufficio che in assemblee pubbliche, i cittadini e il comitato di quartiere 8) il sindaco e il suo staff si sono interessati direttamente attraverso l’impegno di propri immobili e appartamenti messi a disposizione dell’ATER e di privati per facilitare la ricerca di abitazioni alle persone più anziane e vulnerabili 8) il sindaco si stà preoccupando anche di una fase successiva che è quella di una eventuale delocalizzazione del quartiere in altre zone di Chieti 9) il sindaco si stà preoccupando di rafforzare la sicurezza di coloro che, non avendo subìto danni alle proprie abitazioni, vogliono giustamente continuare a vivere sul territorio e nelle proprie case. Questo in “estrema” sintesi. Il sindaco e la sua amministrazione soffrono per i problemi dei propri concittadini, non vivono distaccati in torri d’avorio, lavorano in silenzio giorno dopo giorno per la collettività con scarsissime risorse a disposizione, possono sentirsi sicuramente in imbarazzo per molte cose ma non per aver provocato disagio ai residenti del quartiere colpiti dal dissesto idrogeologico”.
