Il gruppo Scout Chieti 2 alla Route delle Comunità Capi per i 50 anni dell’AGESCI: un cammino di valori e testimonianza

La Route delle Comunità Capi, che ha segnato i 50 anni dell’AGESCI, ha visto la partecipazione di oltre 18 000 capi scout da tutta Italia; anche il  gruppo scout Chieti 2  ha contribuito attivamente a questo importante appuntamento, svoltosi in un clima di riflessione, confronto e condivisione.

Il raduno ha rappresentato un’occasione per fare il punto sui valori fondanti dell’associazione e per immaginare insieme i prossimi 50 anni: la fede, lo spirito di servizio e di comunità continueranno a essere le guide nel cammino educativo.

Uno dei momenti più intensi e ispiranti è stata l’omelia del Cardinale Matteo Zuppi durante la celebrazione eucaristica; richiamando l’essenza dell’esperienza scout come strumento di trasformazione della società, ha detto: “Il nostro cammino non è solo una marcia verso una meta, ma un viaggio che si nutre di relazioni, di fiducia reciproca e di speranza. Come scout, siamo chiamati a essere testimoni di questa speranza, portandola nel mondo attraverso piccoli gesti di servizio e fraternità”.

Il Cardinale ha sottolineato l’importanza della comunità come luogo di crescita e di ascolto, ricordando che essere parte di un gruppo significa costruire legami che rafforzano l’identità e la missione di ciascuno e invitando i capi a vivere la loro missione educativa con autenticità e passione. “In un mondo frammentato e individualista, voi scout siete chiamati a fare la differenza, a essere costruttori di pace e ponti tra le persone”.

Altro momento significativo della Route è stato il discorso di Roberto Vecchioni che ha saputo confrontare la sua esperienza di educatore e artista con la visione di una comunità educativa come quella dell’AGESCI. “L’educazione è la vera rivoluzione. È attraverso il pensiero critico e la cultura che possiamo cambiare il mondo, e voi scout avete il privilegio di essere parte di questo cambiamento, camminando insieme” ha dichiarato Vecchioni, lanciando un messaggio che ha toccato nel profondo tutti i partecipanti.

Il cantautore ha esortato i capi a credere nel potere delle parole e nella forza dei sogni, spiegando come l’esperienza scout possa essere un terreno fertile per costruire un mondo più giusto e solidale. “Il vostro impegno non si ferma qui, ma si rinnova ogni giorno, nell’incontro con chi ha bisogno di essere ascoltato e sostenuto. Non smettete mai di sognare e di fare in modo che i vostri sogni si incontrino con quelli degli altri” .

Per il gruppo Chieti 2, questa Route ha rappresentato una tappa significativa all’interno della sua lunga storia, un’opportunità di crescita personale e collettiva nella quale  i capi hanno condiviso momenti di riflessione e progettazione, ponendo le basi per il futuro nel quale  i valori scout possano continuare a ispirare nuove generazioni.

Tornando a casa, l’entusiasmo e l’energia raccolti durante questi giorni si trasformeranno in progetti concreti, per fare del nostro gruppo un faro di speranza e di servizio nella città di Chieti. Lo spirito di fratellanza e di impegno rimarrà al centro del nostro cammino, con l’obiettivo di essere sempre più presenti nella comunità e di rispondere alle sfide del nostro tempo.

I 50 anni dell’AGESCI non rappresentano solo un anniversario, ma un nuovo inizio per continuare a costruire insieme, con cuore e coraggio, un futuro migliore.

Concludiamo con le parole del cardinale Zuppi che rimarranno nel nostro cuore:  “ Capi perché nessuno resti indietro, per non avere paura degli imprevisti, per camminare contemplando e difendendo il Creato e le creature, per imparare ad arrangiarsi, arte così importante per chi cammina davvero! Vi prendete responsabilità in un mondo che ama il ruolo e la considerazione, ma senza legami e sacrifici. Essere capi vi ha cambiato e vi ha reso migliori. Ognuno personalmente e tutti insieme avete, in tanti modi, rinnovato quella promessa che fin da piccoli ha orientato la vostra vita: Fare del mio meglio per compiere il mio dovere verso Dio e verso il mio Paese”. 



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One thousand years ago, superstition and the sword ruled. It was a time of darkness. It was a world of fear. It was the age of gargoyles. Stone by day, warriors by night, we were betrayed by the humans we had sworn to protect, frozen in stone by a magic spell for a thousand years.

Now, here in Manhattan, the spell is broken, and we live again! We are defenders of the night! We are Gargoyles! Scout troop short a child, Khrushchev’s due at Idelwyld… Car 54, where are you? Harlem that’s backed up.

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