Don Giuseppe Diana sbarca in terra d’Abruzzo

E’ un Don Peppe Diana per molti versi inedito quello raccontato dal giornalista e scrittore Raffaele Sardo nel corso della due giorni a Chieti, in terra d’Abruzzo. Un racconto pieno di emozioni che ha coinvolto prima, il 2 maggio, i futuri sacerdoti del Seminario Regionale di Chieti e poi, la mattina del 3 maggio, i giovani studenti del triennio del Liceo Artistico “Nicola da Guardiagrele”, nell’ambito del progetto di educazione civica coordinato da don Emiliano Straccini e dalla professoressa Annalisa Petaccia.
Sardo, che è autore del libro “Per rabbia e per amore. Le impronte dei passi di don Peppe Diana” (Guida Editori), ha raccontato innanzitutto del contesto in cui maturò l’omicidio di don Diana trent’anni fa.
“Il 19 marzo 1994, il giorno in cui fu ucciso don Peppino Diana a Casal di Principe – ha sostenuto lo scrittore – è diventata una data simbolo. Quell’omicidio avvenuto in una parrocchia, dove è stata profanata la sacralità del luogo e dove è stata messa in discussione anche l’autorità ecclesiale, ha sancito uno spartiacque tra il prima e il dopo. Di don Peppino si tentò poi di uccidere anche la memoria attraverso le calunnie che cercarono per anni di attribuire la morte ad altre cause invece che al suo limpido impegno sociale e cristiano contro la camorra”.
All’incontro nel seminario, hanno presenziato anche il Padre spirituale Don Enzo Massotti, il Rettore, don Luigi Primiano e il vice rettore don Gianfranco Travaglini e don Emiliano Straccini. I giovani seminaristi hanno ascoltato, ma hanno anche posto domande su questo sacerdote che ha dato la vita “Per amore del suo popolo” ed è diventato simbolo di riscatto della propria terra, dove tanti giovani, nonostante gli anni trascorsi da quell’omicidio di camorra, continuano ad arrivare per visitare e conoscere i luoghi dove ha vissuto don Diana.
Analoga curiosità anche per i giovani studenti del Liceo Artistico che hanno cominciato la mattinata visionando un video “Da terre di Camorra a terra di don Diana”, che narra quello che è accaduto nell’Agro Aversano dopo l’uccisione di don Peppino.
“E’ importante la finalità della giornata – ha sostenuto don Emiliano Straccini nell’introduzione dell’incontro – perché in quelle terre dove operava don Diana, c’è ora un rapporto forte tra legalità e volontariato. Quelle che una volta erano le roccaforti del malaffare, adesso, anche grazie alle confische dei beni alla camorra, ci sono tante associazioni e tanti giovani che operano per far affermare i principi di legalità”.
Sono state almeno tre ore di intenso dibattito, dove Sardo ha raccontato anche di come la madre di don Peppe, Iolanda di Tella, ha difeso “Per Rabbia e per amore” il proprio figlio. Un racconto che ha affrontato anche il tema della vittime innocenti della criminalità. Tema sul quale è stato programmato un prossimo incontro con gli studenti del Liceo Artistico.

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