A tu per tu con Federico Ciaschetti, rappresentante d’istituto del Liceo Classico europeo “G.B. Vico” di Chieti

di Stefano Maria Simone

Sabato scorso, seduto ad un tavolino del Caffè Vittoria di fronte ad un buon tè caldo, ho avuto modo di conversare con il nuovo rappresentante d’istituto del liceo classico europeo G.B.Vico, Federico Ciaschetti, ormai all’ultimo anno.
“Federico,” gli domando per avviare la nostra chiacchierata “cosa ti ha spinto a candidarti come rappresentante d’istituto?”
“Allora,” mi risponde “ti dirò che inizialmente avevo un po’ di timore nel mostrarmi al pubblico scolastico perché quando questo accade bisogna farlo con la massima trasparenza. Anche se non sapevo bene come sarei stato accolto, ho comunque deciso di candidarmi e appena mi sono reso conto del gradimento nei miei confronti da parte degli altri studenti durante la campagna elettorale, ne sono rimasto soddisfatto, visti anche i numeri delle votazioni.”
“È la tua prima esperienza?”
“No, sono già stato nominato rappresentante l’anno scorso. La mia volontà era appunto quella di pormi in una sorta di continuum su quanto è stato svolto da me in precedenza.”
“Ti va di spiegarmi un po’ il tuo programma?”
“Fin da quando ho scelto di candidarmi, ho avuto ben chiaro in mente ciò che avrei voluto fare. Il punto principale del mio programma è quello di omologare il liceo classico europeo all’ambiente del liceo classico, dato che spesso viene visto come un ambiente a sé stante e totalmente differente dall’ordinamento tradizionale. Il mio obbiettivo è creare una organizzazione interna interstudentesca coesa per il semplice fatto che i membri del liceo classico europeo sono membri effettivi del liceo classico. Certo, svolgono programmi diversi ma comunque appartengono allo stesso ambiente.”
“In cosa si differenzia il liceo classico europeo da quello tradizionale?”
“Come ti dicevo prima, la differenza sostanziale riguarda le materie di indirizzo. Rispetto all’ordinamento tradizionale, vi è una maggiore attenzione nei confronti delle discipline linguistiche come l’inglese o lo spagnolo a cura di insegnanti di ruolo affiancati a docenti madrelingua. Vengono poi svolte le cosiddette materie CLIL, ovvero l’insegnamento di contenuti in lingua straniera per acquisire competenze disciplinari e linguistiche. Un’altra differenza consta nell’introduzione del diritto e dell’economia, assenti nella sezione tradizionale. Vi è anche la possibilità di intraprendere scambi culturali e stage con scuole straniere oltre che il rientro pomeridiano con annesso servizio mensa e il supporto di un docente nello svolgimento delle attività didattiche. In più, il greco ed il latino sono accorpati in un’unica materia chiamata lettere classiche. Ciò che non cambia, invece, è il preciso metodo di studio che soltanto questo tipo di liceo è in grado di fornire.”
“E ora, una domanda personale. Chi è Federico?”
“Federico è un ragazzo con molte passioni e al quale piace mettersi continuamente in gioco. Svolgo numerose attività come lo scoutismo, la danza, sia come ballerino che come insegnante, il dirigere il giornale d’istituto ed il lavorare per un’agenzia di animazione. Amo particolarmente stare a contatto con le altre persone, merito forse del mio ruolo di rappresentante che mi porta a dover ascoltare le esigenze di tutti anche perché sapersi relazionare e saper comunicare un messaggio è la chiave che apre ogni porta.”
“Dunque, sei arrivato all’ultimo anno di liceo. Hai già deciso la strada che vorrai seguire?”
“Sì, la mia intenzione è quella di iscrivermi alla nuova facoltà di “linguaggi della musica, dello spettacolo e dei media” dell’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti che mi permetterà di approfondire i vari aspetti di un ambito che mi affascina: il palcoscenico. Anche se riconosco essere una realtà piuttosto selettiva.”
“Per concludere l’intervista, qual è un sogno che vorresti realizzare?”
“Se proprio non dovessi riuscire ad entrare nel mondo dello spettacolo mi piacerebbe diventare docente di materie umanistiche, magari nello stesso liceo classico che mi ha visto studente. Chissà.”

Previous Story

Al Barbella “Nel Segno di Dioniso”, spazio culturale di Omnia Artis

Next Story

Storia di una capinera: alla riscoperta di un classico della letteratura

Ultime notizie da Blog

Latest in Music

About us

One thousand years ago, superstition and the sword ruled. It was a time of darkness. It was a world of fear. It was the age of gargoyles. Stone by day, warriors by night, we were betrayed by the humans we had sworn to protect, frozen in stone by a magic spell for a thousand years.

Now, here in Manhattan, the spell is broken, and we live again! We are defenders of the night! We are Gargoyles! Scout troop short a child, Khrushchev’s due at Idelwyld… Car 54, where are you? Harlem that’s backed up.

Authors

Newsletter

© COPYRIGHT 2023 – IL GIORNALE DI CHIETI.
PIAZZALE MARCONI N.69 – 66100 CHIETI
ILGIORNALEDICHIETI@GMAIL.COM | C.F. 93062690693.


Deprecated: Non-static method snwp_Show::fake_wp_footer() should not be called statically in /home/hkagijcn/public_html/nuovo/wp-includes/class-wp-hook.php on line 308