Barbara Di Roberto, consigliere comunale di Chieti di Azione, interviene sulle nomine in Giunta. Di seguito pubblichiamo il suo intervento. “
L’ingresso in Giunta della consigliera Giannini era nelle preferenze del Sindaco sin dall’atto del suo insediamento per cui era del tutto prevedibile tale nomina oggi che le dimissioni dell’Assessore Maretti, esterna perché non eletta ma inizialmente indicata dalla stessa Lista elettorale della ex consigliera, hanno favorito questo intendimento del Sindaco. La circostanza creata dal gruppo consiliare che, per potersi dichiarare in cosiddetto “appoggio esterno”, non ha voluto indicare propri Assessori, non poteva far altro che far collimare i diversi desiderata politici. D’altro canto che la nomina della ex consigliera Giannini sia una nomina dovuta a criteri squisitamente politici lo evidenzia l’esplicita rivendicazione inviata in Comune dalla Segreteria cittadina di Sinistra Italiana e confermata nella dichiarazione del Sindaco allorché ricorda come sia utile nei momenti elettorali allargare e rendere fluida la politica. Al contempo, che la scelta del Sindaco sia ricaduta sull’Assessore Giannini perché ritenuta da alcuni persona più inclusiva rispetto ad altri, cosa che espressamente e finalmente si dice pubblicamente, spiega a tutti, cittadini in primis, le reali motivazioni della nomina dell’una e dell’esclusione in Giunta del consigliere Di Giovanni al quale lo stesso Sindaco aveva chiesto disponibilità in tal senso. Lo stesso Sindaco, infatti, ci ricorda che Di Giovanni era tra le sue scelte ma che questo, nonostante le riconosciute competenze, qualità di profilo personale e politico, e al netto della sicura esperienza amministrativa, non ha trovato il favore, o meglio favoritismo, utile all’evitare a questa maggioranza un ulteriore assessorato esterno. Assessorato esterno non giustificabile dalla specificità delle Deleghe cosiddette tecniche conferite al di fuori del Consiglio comunale, visto che le nomine di Giunta non sono sottoposte al vincolo della professione che nella vita si svolge! Cosa che si palesa ovunque, come esattamente si palesa in tutte le altre deleghe della Giunta Ferrara, ma soprattutto come si dimostra proprio nel caso, invece, della neo Assessora Giannini cui, infatti, non sono state affidate le relazioni sindacali o gli affari del personale nonostante la sua ventennale esperienza di sindacalista e di ex dipendente dell’Ente, ma alla quale il Sindaco conferisce quella altamente tecnica e professionalizzante della digitalizzazione, o ancora quella delle politiche per la casa prima detenuta da un avvocato, o ancora quella alle politiche sociali prima conferita ad una sociologa.
Nella esatta consapevolezza di quanto poteva per l’ennesima volta accadere, e che infatti si è oggi concretizzato, come consigliere del Partito di Azione, posso dire di aver fatto bene a non partecipare alle formali consultazioni che alla fine sono stati discorsi sulle persone, sui veti ai nomi, sulle rivendicazioni politiche, sulla premialità da riconoscersi a chi si e chi no, sulle beghe di coalizione o di parti contrapposte, portate avanti per settimane con il Sindaco e che alla luce del risultato, appunto prevedibile e quasi scontato, è stato soltanto tempo ed energia tolta al governo di Chieti.
Allorché interpellata privatamente dal Sindaco, gli avevo sottoposto un’unica riflessione finalizzata a fare gli esclusivi interessi della buona amministrazione della nostra città in dissesto: gli avevo consigliato e richiesto di fare scelte dettate e basate su criteri oggettivi che nella decisione finale fosse di valore aggiunto all’azione amministrativa e all’Ente comunale. Criteri che in un qualunque normale contesto lavorativo, giacché una Giunta lavora e lavora per una città, non dovrebbero computare il grado di apprezzamento sulla personalità dei soggetti coinvolti, qui chiamato “inclusività” da chi per farsi “squadra” deve esserlo sempre contro qualcuno e mai a favore o pro cose e fatti! Se è lo stesso Sindaco, infatti, ad ammettere pubblicamente che la mancata partecipazione al voto sulla Delibera salva-teateservizi da parte di Di Giovanni ad aver generato l’ostatività del cosiddetto centrosinistra teatino nei suoi confronti, ed è un dato, è altresì un fatto che lo stesso consigliere ha votato favorevolmente le successive delibere sulla Partecipata, compreso l’ultima che nuovamente reiterava i pareri negativi espressi sia dai Revisori che dal Dirigente competente. Del pari, è un dato che la consigliera Giannini lo scorso Marzo aveva votato a favore della Delibera salva-teateservizi, ma è un fatto che la stessa consigliera in seguito non ha votato a favore degli emendamenti al bilancio riequilibrato che in tale direzione sono stati proposti in Consiglio. Come sono dati e fatti i voti espressi in modo difforme rispetto all’intera coalizione di maggioranza di vari gruppi consiliari, o dagli stessi consiglieri di maggioranza rispetto ai propri gruppi o all’intera coalizione, nel corso dei tre anni di mandato. I dati e i fatti, questi, che concretizzano i due pesi e le due misure adottate dal Sindaco nelle sue scelte guidate e che gli hanno fatto ritenere giusto il non dover firmare il decreto di nomina per il solo Di Giovanni e che, quindi, fa laicamente dire che sì, i luoghi della politica, e non solo, dovrebbero essere liberati dai rancori personali, dalle malevolenze e dalle ipocrisie diffuse, per tornare invece ad essere quelli veramente democratici in cui poter esprimere liberamente e scientemente le diverse, ma sempre legittime, posizioni sia sugli atti di consiglio comunale sia rispetto alle decisioni da prendersi per la città. Ma tanto è stato. Così, stante le scelte incongrue e incoerenti nel metodo e nella sostanza che hanno portato Ferrara alle attuali decisioni rispetto ai consiglieri Giannini e Di Giovanni, è chiaro che le piccole richieste fatte, e fatte non per propri interessi, non solo sono state disattese, ma completamente deluse. Poi, è chiaro che le scelte del Sindaco vanno rispettate perché sono, appunto, di sua personalissima fiducia rispetto alle nomine di Giunta, ma è altrettanto chiaro che le si rispettano nella reciprocità con cui la stessa fiducia è data al Sindaco e alla sua Giunta dall’intero Consiglio comunale. Ad ogni buon conto, ai nuovi Assessori vanno certamente le congratulazioni e un augurio di buon lavoro. Al collega consigliere, capogruppo del PD, Filippo Di Giovanni, il ringraziamento per essersi messo a disposizione di questa maggioranza di coalizione e nella disponibilità richiesta dal Sindaco prima che gli facessero cambiare convincimenti, nonché il riconoscimento di essere elemento fondamentale dell’intero Consiglio comunale dove spesso ne qualifica la portata e il buon risultato.
