“Sull’impianto di Filippone la verità è contenuta nelle carte, l’Amministrazione ha agito in totale trasparenza sia sul piano tecnico, richiedendo più volte e con diffida accertamenti e adempimenti dovuti dal gestore in applicazione della convenzione intercorsa con l’Ente, sia a livello politico, arrivando alla decadenza della concessione per via delle diverse violazioni accumulate. Questa è la verità”, chiariscono il sindaco Diego Ferrara e l’assessore allo Sport Manuel Pantalone in replica alla minoranza.
“Siamo certi che tale chiarezza emergerà anche a fronte dell’attenzione dedicata all’argomento da parte di organi terzi, perché ci sono fatti incontrovertibili che hanno spinto le verifiche e i controlli dei mesi scorsi e altrettante forzature che hanno animato le ultime due diffide allo svolgimento di alcuna alcuna attività sportiva, inviate dagli uffici al gestore il 26 e 30 ottobre scorsi perché l’impianto, che in seguito alla determina del 9 ottobre deve essere riconsegnato entro 30 giorni nelle condizioni in cui si trova, continua ad essere utilizzato impropriamente, ospitando partite, eventi e persino tornei di Padel. Atteggiamento a dir poco discutibile, vista la situazione e le violazioni contestate con fatti e documentazioni alla mano. Noi abbiamo sempre affermato e ritenuto che la vocazione della struttura doveva essere polifunzionale, affinché ciò fosse garantito, visto che è sancito anche dalla convenzione che regola l’affidamento dell’impianto, l’ufficio ha compiuto ripetute verifiche, con la richiesta anche dell’adeguamento del Pef al gestore. Ma oltre il danno anche la beffa, perché non solo il piano finanziario dovuto non ci è stato fornito, ma dai controlli è poi emersa anche la subconcessione della struttura. Questo si traduce non in un’imposizione brutta e cattiva da parte del Comune, ma in un’azione a tutela dell’Ente a causa della violazione degli articoli 2, 13 e 19 della convenzione ed a causa di queste che si è giunti alla decadenza contrattuale. Il Comune ha fatto tutto il possibile perché le normative e la convenzione venissero rispettati, anche al fine di rendere fruibile gli spazi per la città, ma non c’è una verità possibile di fronte alle tante lacune che sono state riscontrate e che per la loro importanza sono al vaglio anche di ulteriori verifiche”.

