Giuseppe Di Iorio, un vero “maestro”

di Gino Di Tizio

Giuseppe Di Iorio nella sua vita “maestro” lo è stato per i suoi allievi, nel periodo in cui ha insegnato, ma lo è a pieno e completo titolo per quello che riesce a fare con i materiali più umili, a partire dalla canna, per passare poi al legno, e anche alla stoffa e, se occorre, una piccola colata di gesso. Dal momento della pensione è il suo impegno che ha regalato tanti piccoli ma importanti capolavori, nelle esposizioni fatte ovunque, nella sua città, nella sua regione maanche in tutta Italia e all’estero. Instancabile nel mese di agosto, come da tradizione, non ha mancato di essere presente alle tradizionali feste di San Rocco, con due sue opere, una brocca e una conga mostrate nella foto da due partecipanti allo storico corteo, Antonio Graziani e Serena Liberatore, alla presenza dell’autore e dei sindaci di Chieti Diego Ferrara e di Roccamontepiano, Dario Marinelli. Ora la sua attenzione è già dedicata al prossimo Natale, quando ci sarà da esporre ancora una volta i suoi spettacolari presepi, sempre più arricchiti da nuove realizzazioni che richiamano non solo il grande evento della Natività, con la sacra famiglia raccolta nelle umile grotta ad adorare il Bambino, ma offrono sempre motivi di riflessione sociale, ogni volta presenti della realizzazioni di questi unici capolavori solitamente esposti nell’ingresso del Convitto Nazionale Vico e di Chieti. Ma i suoi presepi negli anni hanno conosciuto altre sedi e altri riconoscimenti per la capacità di produrre da meteriale cosìm povero e disponibile qualcosa che davvero merita di essere definito capolavoro

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Now, here in Manhattan, the spell is broken, and we live again! We are defenders of the night! We are Gargoyles! Scout troop short a child, Khrushchev’s due at Idelwyld… Car 54, where are you? Harlem that’s backed up.

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