“Dovrebbe sapere il collega Costa che Arlecchino è il personaggio più amato tra le maschere teatrali italiane e, soprattutto, dovrebbe sapere che il minestrone di legumi non è digeribile d’estate!” Non si è fatta attendere la risposta della consigliera del Gruppo Misto Barbara Di Roberto al consigliere di Forza Chieti Maurizio Costa che aveva accusato apertamente la maggioranza di non perdere mai occasione per mettere in risalto la confusione che esiste al suo interno etichettandola come “maggioranza Arlecchino”. “Il suo intervento – sottolinea la Di Roberto – a rivendicazione delle varie, in realtà trasversalmente troppe, proposte di intitolazione di strade e piazze non c’entra niente con quanto si propone l’Odg sulla promozione di azioni positive per le pari opportunità e l’equità di genere nelle istituzioni e nella società anche teatina, che si vuole far passare come una semplice targa apposta su una porta del Comune.
Il suo è soltanto l’ennesimo, fallace,
tentativo di screditare e delegittimare la Presidenza del Consiglio che, a differenza sua probabilmente, non si è limitata a leggere solo l’intestazione della proposta di intitolazione della sala di presidenza a Nilde Iotti. La inutile polemica innescata è verosimilmente utile soltanto a guadagnare spazi giornalistici con scopi elettorali, ma è del tutto priva di fondamento: la legge sull’intitolazione dei luoghi pubblici c’è già e i criteri e le modalità per farle sono chiari e notori. Il Presidente Febo non ha mai bloccato nessuna proposta: se si è ipotizzata la necessarietá di un regolamento comunale sull’argomento è stato dovuta alla circostanza, a mio avviso infantile, per cui di queste proposte ve ne sono state sin troppe depositate in Presidenza per essere poi considerate di senso compiuto e significato vero. Come troppe, secondo
me, sono state le proposte uguali e speculari innescatesi dopo l’approvazione ad inizio consiliatura dell’istituto del Garante dell’infanzia così dal far passare l’idea che si volesse costruire una semplicistica “città dei garanti o ancora peggio delle panchine colorate”. E su questo vi sarebbe tanto da dire.
Tutti i consiglieri, è chiaro, hanno il diritto/dovere di fare iniziative, mozioni e ordini del giorno, e tutte hanno pari dignità e legittimità di discussione e approvazione: ciò che si dovrebbe evitare, per non disinformare i cittadini e per non rendersi ai loro occhi reciprocamente ridicoli, è smetterla di “fare a gara” su chi, quando è perché, propone cosa! In caso contrario, come purtroppo è accaduto e sta accadendo anche per i temi del consiglio comunale di oggi, si toglie valore e importanza proprio al contenuto delle
diverse istanze. Istanze, argomenti, temi che invece trattano di diritti sociali e civili che hanno incidenza nella vita concreta delle persone e che meritano approfondimento, dibattito, confronto costruttivo e ipotesi di mediazione e soluzione. Anche questo è il ruolo e la funzione del Consiglio comunale. Ridurre il tutto – conclude Di Roberto – a sterili contrapposizioni e attacchi alle persone o alle idee non dá merito, bensì delegittima ognuno e tutti. La Politica serve anche a costruire la Società del domani e non solo e non già alla mera amministrazione della Cosa Pubblica”.
