“Sabato abbiamo vissuto un corteo partecipatissimo, migliaia di persone da tutto l’Abruzzo e da tutta Italia sono arrivate in città e lo hanno colorato riempiendolo di significati e della voglia di confrontarsi anche con la realtà territoriale. Lo ha fatto civilmente e altrettanto civilmente Chieti ha risposto alla presenza del Pride che ha chiuso da noi il mese di eventi e manifestazioni per i diritti della comunità LGBTQIA2S+, ultimo capoluogo abruzzese a ospitarlo. Gli episodi che sono stati denunciati, a quanto pare riconducibili allo stesso sparuto gruppo di persone, sono da condannare, ma non toccano, né cambiano questa certezza”, dicono il sindaco Diego Ferrara e l’assessora alle Pari Opportunità Chiara Zappalorto.
“La mobilitazione per i diritti deve sempre avere spazio, perché siamo persone prima di tutto ed è necessario che ognuno possa esprimere la propria identità senza vergognarsene e, soprattutto, senza avere paura che ciò si ripercuota sulla sua incolumità – precisano sindaco Diego Ferrara e assessora alle Pari Opportunità Chiara Zappalorto – Noi abbiamo lavorato insieme al motore organizzativo per questo e ringraziamo il Pride, per la collaborazione costante e l’attenzione dimostrata durante i mesi di preparazione dell’evento, perché potesse trovare spazio in modo pacifico, civile, com’è stato. Lo abbiamo fatto, perché l’evento potesse attraversare il cuore della comunità cittadino favorendo il confronto, che è sempre costruttivo e positivo fra persone civili e che migliora il mondo, dando spazio a tutti i suoi importanti significati. Questo sabato era tangibile, nel corteo e nell’atteggiamento di tutti i partecipanti alla manifestazione. Ci spiace per chi ha offeso e insultato famiglie e persone che erano di fatto nostri ospiti, gli episodi riportati e segnalati alle forze dell’ordine qualificano chi se ne è fatto portatore, perdendo una bella occasione di confronto e crescita che la città ha avuto e, che soprattutto, loro malgrado, ha saputo sostenere. Chi ha offeso ha fatto una pessima figura di fronte a chi meritava rispetto, a prescindere dalla condizione, razza, orientamento sessuale, ma non l’ha fatta fare a Chieti, che si è comportata in modo completamente diverso. Avendo camminato con il corteo, noi abbiamo visto tutta un’altra storia, quella di una città che ha accolto il Pride e non si è sottratta all’accoglienza, com’era giusto che fosse e come la tradizione teatina insegna, da sempre”.
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