Il Presidente dell’AVIS Comunale di Chieti, Tullio Parlante, con una punta di giustificato orgoglio, fa il punto sugli Incontri culturali AVIS che, iniziati nello scorso mese di novembre, svolgono al termine: lunedì 8 sarà la volta di Giuliano Di Menna e lunedì 15 si chiuderà con Maria Paola Lupo. È’ stato un vero successo e lo sarà sino alla fine. Parlante ringrazia Aurelio Bigi, ideatore e coordinatore del ciclo, e l’Università G. d’Annunzio, con la Scuola di Studi Umanistici e il Dipartimento di Lettere, Arti e Scienze Sociali che ha offerto la preziosa collaborazione sulle tematiche di storia locale.
Le feste popolari sono per definizione una celebrazione collettiva, generalmente a contenuto religioso, celebrate con riti, allestimenti, comportamenti collettivi (quali balli, processioni, esibizioni, ecc), musica all’aperto, fuochi d’artificio e altro intrattenimento. Sono un fenomeno vivo e strettamente legate alla società che le esprime, evolvendo nel tempo. E’ l’intero comportamento collettivo che si esprime sovente mantenendo salde antiche abitudini e riti, altre volte accettando le trasformazioni nello svago e allestimenti. Le feste popolari sono state studiate, classificate tipologicamente e analizzate dagli antropologi, fino a trovarne archetipi antichissimi, sia per le cultura occidentali che le altre del mondo intero. L’attenzione che si vuole porre nell’incontro verte sulla stretta relazione che esiste tra lo spazio, prima naturale e poi antropizzato, e la struttura della festa, sia nella festosità che nell’articolazione simbolica in essa contenuta.
Le radure, i luoghi del mito (sorgenti e grotte) celebrati quali luoghi delle divinità panteistiche, e poi i luoghi della città sono fondamentali per “recingere” lo spazio della festa come spazio psicologico delle relazioni e della manifestazione collettiva dell’identità sociale.
L’analisi di alcuni luoghi di feste popolari note può, forse, contribuire a riflettere sui processi di trasformazione (a volte di impoverimento) delle forme di insediamento cittadino contemporaneo.
I nuovi quartieri, le nuove aree urbanizzate, potranno essere più identitarie se pensati anche per essere scenari di feste o espressioni di arte diffusa, musica o altro?
Un semplice riflessione, necessaria a migliorare i processi di consolidamento e qualificazione anonimi aggregati di condomini.
Giuliano Davide Di Menna è nato a Bucchianico, si è laureato in Architettura nel 1985, ha svolto diversi aggiornamenti in varie località italiane, risiede a Bucchianico dove svolge attività di architetto libero professionista. Tra le sue attività sono comprese quelle della ricerca legata a tematiche relative al paesaggio storico, restauro architettonico e restyling, nonché pianificazione del territorio e progettazione. I suoi studi sono stati pubblicati ed hanno per oggetto temi di storia, archivistica e studi sul territorio e paesaggio. Al suo attivo ha la pubblicazione di circa 50 libri e una ventina di articoli.
È’ socio del C.I.S.D.A.M. – Centro Italiano di Studi e di Documentazione sugli Abeti Mediterranei – con il quale collabora partecipando ai progetti di ricerca e alle attività di pianificazione naturalistica ed urbanistica.
E’ tra i soci fondatori dell’Associazione Terrae-Onlus che si occupa della valorizzazione delle architetture in terra cruda e del paesaggio rurale.
E’ Delegato ambiente e paesaggio regionale del FAI – Abruzzo.
E’ consigliere dell’Ordine Architetti della Provincia di Chieti e consigliere della Fondazione Architetti Chieti-Pescara.
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