“Ho conosciuto Luigi Trivellone negli Anni 60. In quel tempo ero un giovane (apprendista) cronista presso la Redazione de Il Tempo, corrispondente il compianto Marino Solfanelli. Luigi veniva spesso a trovarci perché era consigliere comunale (dell’allora Psdi) e credo fosse anche sindacalista. Portava comunicati, i testi dei suoi interventi in Consiglio oppure erano semplici visite anche perché grandissimo amico di un collaboratore del giornale, il fisioterapista Augusto D’Achille, cieco, segretario provinciale dell’Unione Italiana Ciechi (altri collaboratori erano Gino Di Tizio e Mario Pasotti). Quale fosse il motivo delle sue visite in Redazione, allora ospitata in corso Marrucino (palazzo Sanità di Toppi, quello con ingresso al fianco del cinema Corso), erano comunque sempre occasione di belle conversazioni. Si chiacchierava di politica (problemi locali) di sport (rugby, di cui era appassionato), di questioni sindacali. Era un irriducibile polemista e un acuto osservatore di vita cittadina. Da allora non l’ho più incrociato anche perché sono stato a lungo (per più di trent’anni) a Torino per lavoro. Nel leggere i tanti messaggi apparsi su FB ho notato che Luigi ha seminato bene perché veramente unanimi sono le espressioni di stima e di affetto rivoltegli. La cosa mi ha fatto enorme piacere perché parliamo di una persona buona, onesta, operosa. Le mie condoglianze alla Famiglia.
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