Barbara Di Roberto (Gruppo Misto) attacca il consigliere Zappone (passato a Forza Italia) e bacchetta Mauro Febbo

RICEVIAMO e PUBBLICHIAMO

“Un Giano bifronte! questa è Forza Italia, o Forza Chieti che dir si voglia, a Chieti: ha la supponenza di spacciarsi come una divinità pagana che pensa al bene della città, ma che invece da sempre utilizza il governo della stessa soltanto per garantire il percorso politico proprio e soprattutto altrui: di quel Capo politico che si ricorda della nostra città soltanto alla porte delle elezioni regionali o amministrative. Di un ventennale pseudo- protagonista che quando era opposizione in Regione utilizzava i suoi consiglieri comunali per favorire la sua personalissima ascesa politica anche a discapito della stabilità dell’Amministrazione di cui era parte, ma che una volta alla guida dell’Abruzzo invece di lavorare veramente per Chieti come Assessore, ha strumentalmente preferito il più comodo ruolo di Consigliere che, in quanto tale, poco incide sulle vere scelte e decisioni a beneficio dei singoli territori o Comuni abruzzesi. Ridicola, dunque, la solita favoletta dell’interesse di e per Chieti lì dove è evidente la reiterata fuga dalle decisioni, soprattutto se difficili, a proprio uso e consumo e soprattutto beneficio politico.  

Non si accettano lezioni né dall’ormai ex collega di maggioranza, né in particolare da una compagine che con presunzione, e maldestra furbizia, è brava soltanto a sfilarsi dalle responsabilità amministrative scaricando sugli altri la propria incapacità di classe politica. Che parlino loro della Teateservizi è a dir poco buffo poiché proprio questo tema, in particolare la stabilizzazione dei lavoratori, fu uno dei motivi cui si appellarono per mettere in crisi il governo Di Primio in prossimità di una nuova tornata elettorale: le amministrative 2020 in cui, da bravi saltimbanchi, hanno cercato nuovi posizionamenti riproponendo, però, la candidatura degli stessi che per dieci lunghi anni Chieti l’hanno mal governata lasciandola oberata di Debiti e Contenziosi, con Opere Pubbliche ferme al palo, con le Partecipate al collasso, con zero prospettive di crescita e sviluppo. 

E cosa ci dice oggi l’ex collega Zappone? Che lui, e altri, avevano fatto all’attuale maggioranza proposte utili anche sulla Teateservizi ma che giacché inascoltato se ne torna da quelli che gli stessi problemi li hanno lasciati insoluti, e semmai creati in corresponsabilità con tutto il CentroDestra teatino. 

Sulla TeateServizi, dunque, Forza Italia pochi anni fa è rimasta fuori dall’Aula perché aveva a cuore i precari della Società che lo stesso Febbo dice di non aver voluto (ma che ha continuato ad esistere nella documentata mala gestione che l’ha portata allo stato di liquidazione e all’attuale rischio fallimento) negli anni in cui il suo Partito è stato al Governo della città, e adesso nel consiglio comunale in cui si decideva la sorte di quegli stessi lavoratori è rimasta fuori dall’Aula! La logica e la coerenza di questa posizione la lasciamo al giudizio delle famiglie coinvolte e dei nostri concittadini che sicuramente non sono tanto ingenui da non vederne il paradosso. 

Certo è che bisogna complimentarsi per l’audacia con cui si cerca di far passare come convincente un tale comportamento politico-amministrativo e che invece merita un’unica razionale reazione: una sana risata che probabilmente accompagnerà anche i cittadini di Chieti cui non sfuggirà il populismo e la propaganda di chi di fronte alla responsabilità del governare preferisce, come sempre, rimettersi all’opposizione interna prima, ed esterna poi, nel solito schema dello scaricabarile. Chi ha veramente interesse a fare il bene di Chieti, c’è e rimane! Continua a proporre, a lavorare, se serve a criticare e lottare! Troppo comodo, infatti, il gioco “dell’io l’avevo detto” che può valere finché si è adolescenti nei dispettucci tipici di quell’età, ma non già quando da adulti ci si mette in campo per guidare un Capoluogo di Provincia in tal modo definendo il benessere dei suoi abitanti. 

Chi al contrario sceglie di tradire il proprio mandato elettorale abbia almeno l’onestà intellettuale di farlo con umiltà e senza infantile vittimismo bensì nella consapevolezza che, per dirla alla De Curtis, “a parlare sono tutti bravi ma che il difficile è nel fare”, che è il fare nel vero interesse altrui.

 Il tempo darà risposte sui meriti che per alcuni saranno dati dai fatti, ma che per altri verranno, sempre che lo verranno, esclusivamente non per proprie capacità o dimostrata efficienza, ma soltanto per quel notorio costume della riconoscenza politica dei vari  Mentori partitici. Di quelli che al tramontare della propria vita politica puntano alla guida di Chieti come ultimo palcoscenico del proprio carrierismo. La vergogna, dunque, è questa: la strumentalità con cui da 20 anni ci si propone ai cittadini di Chieti come “salvatore della Patria”, tanto per utilizzare gli stessi concetti, lì dove è evidente l’autoreferenzialità che muove chi ha a cuore innanzitutto il compiacimento delle proprie ambizioni personali e politiche”. 

Consigliere Barbara Di Roberto 

Caprogruppo Misto Comune di Chieti

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