Lunedì 27 marzo, alle ore 17.30, nell’ambito degli “Incontri culturali del lunedì” toccherà al dott. Claudio Gialloreto (nella foto) illustrare lo sviluppo della professione infermieristica dai tempi di San Camillo (fine XVI- inizio XVII secolo). E lo farà avendo avuto una grande esperienza in materia. Infatti ha lavorato presso Emergenza-urgenza e di pronto soccorso presso l’Asl di Chieti presidio Clinicizzato per circa 30 anni, successivamente presso il Servizio di Immuno-Trasfusione per circa 9 anni. Si è laureato in Scienze infermieristiche, ed ha svolto sia il Master di I° livello in Management di Coordinamento per Infermiere, sia il Master in tutorato clinico. Tutti questi studi sono stati effettuati presso l’Università G. D’Annunzio di Chieti. È stato anche docente a contratto presso detta Università dal 2006 al 2009 nel corso di laurea per Infermiere.
Il dott. Gialloreto nella prima parte tratterà prevalentemente la professione infermieristica nella storia, partendo dalla esperienza di San Camillo che divise i compiti dei Padri Camilliani da quelli dei “Fratelli”. Questi ultimi erano paragonabili agli attuali infermieri e OO.SS. ed erano chiamati a: essere vicini ai malati; fare le consuete veglie di giorno e di notte; rifare i letti; assistere i malati nella loro refezione e, se necessario, imboccarli; trasportare i malati e riscaldarli; dare a tempo debito le medicine prescritte; accompagnare in visita i medici e i chirurghi.
Nel 1607, mentre stava alla Cà Grande di Milano Camillo de Lellis scrisse le Regole e poi le rivide e completò l’anno prima di morire: era il 1613. “Le Regole che si osservano dai nostri fratelli dell’Hospitale Maggiore di Milano per servire con ogni perfettione i poveri infermi”. Settantuno regole divise in sette parti: La prima parte, senza nessun titolo era composta di 20 Regole. I restanti sei capitoli erano relativi alle Regole per i “fratelli” che: II – fanno la prima guardia di notte; III – fanno la seconda guardia; IV -fa l’infermiero corporale; V – fa il sotto infermiero corporale; VI -fa l’infermiero spirituale; VII – fa il sotto infermiero corporale.
Dalla lettura di queste si comprende la grandezza e la volontà riformatrice di Camillo de Lellis, teso a creare una struttura che aiutasse realmente il più bisognoso. Veniva garantito ai ricoverati assistenza 24 ore al giorno. Ogni figura professionale aveva il suo campo d’azione e le sue responsabilità ben precise. Affinchè tutto funzionasse per il meglio si premurò a che i lavori venissero disciplinati ed ognuno sapesse con precisione quale fosse il proprio compito specifico e quello degli altri suoi “fratelli”. Si lasciava il minimo spazio all’improvvisazione. Non a caso le Regole vennero scritte per “servire con ogni perfettione i poveri infermi dell’Ospedale Maggiore di Milano” e quindi costruite ad hoc per quella struttura.
Questo fa intuire che anche per l’ospedale SS. Annunziata di Chieti i Camilliani attuassero un Regolamento ad hoc.
Nella seconda parte dell’intervento il dott. Gialloreto tratterà lo sviluppo della professione infermieristica negli ultimi tempi.
Il Presidente dell’AVIS comunale di Chieti, Tullio Parlante esprime il suo compiacimento sull’interesse suscitato dagli Incontri culturali AVIS del Lunedì sul pubblico che partecipa sempre più numeroso. A tal fine ringrazia Aurelio Bigi che cura questo ciclo di Incontri che, di fatto, è diventato un interessante e molto seguito Salotto Culturale della città.
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