Allarme delle organizzazioni sindacali che il 13 marzo sono state convocate con estrema urgenza dall’ASP 1 Chieti che gestisce la R.A./RP Istituti Riuniti San Giovanni Battista di Chieti per comunicazioni inerenti agli ultimi e gravi sviluppi della situazione economica e finanziaria che vive l’Ente già da tempo.
“La perdurante criticità di risorse economiche e di liquidità finanziaria, se non risolta già dai prossimi giorni, porterà l’Azienda ad una inevitabile morosità verso i pagamenti richiesti dal DURC (Documento Unico Regolarità Contributiva) la cui non conformità contabile impedirà ai soggetti Istituzionali con cui è convenzionata il pagamento delle fatture emesse per le giornate di degenza dei pazienti ricoverati e sia per la parte sanitaria (verso le ASL) che per la componente di compartecipazione (verso i Comuni) – si legge in una nota
di Giuseppe Rucci della F.P. Cgil, Gaspare Spoltore della Cisl F.P.l, Marco Angelucci della Uil Fpl e Gabriele Mancini della Fials.
Di conseguenza si determinerà un totale blocco dell’attività sanitaria poiché la Direzione dell’Ente non sarà più in grado di garantire il pagamento degli stipendi al personale dipendente, e le fatture ai propri fornitori per i servizi esternalizzati compromettendo anche il servizio minimo assistenziale che in questi casi deve obbligatoriamente essere garantito per legge ai tanti pazienti non autosufficienti e spesso allettati che trovano cura e ricovero presso l’Istituto.
Tale situazione, afferma il Consiglio di Amministrazione dell’Ente, affonda le sue radici nel tempo e si è venuta a cronicizzare:
1 per un atavico ritardo nell’incasso tempestivo delle quote di compartecipazione sociale a carico dei comuni mai puntuali nel loro adempimento.
2 per una mancata retribuzione da parte della ASL di chieti di tante prestazioni di ricovero effettuate ma non riconosciute dalla stessa Azienda Sanitaria che nel tempo ha prodotto degli ingenti crediti non riscossi e motivo di cause tutt’ora pendenti.
3 per la inadeguatezza della tariffa con la quale si remunera la prestazione di ricovero stabilità dalla Regione Abruzzo nell’anno 2002 e da allora mai aggiornata alle condizioni e costo della vita corrente, al parametro ISTAT e al costo del personale che periodicamente, invece, vede rinnovare il proprio contratto al livello nazionale.
Tenuto conto, dunque, del drammatico quadro sopra esposto che, se non risolto, vedrà come sempre soccombere gli ultimi e più deboli ovvero lavoratori e pazienti ricoverati, le scriventi OOSS chiedono un tavolo di confronto urgente con il Presidente della Regione Abruzzo l’Assessore alle politiche sociali e della sanita regionali, con il Direttore Generale della ASL 02 di Chieti, con il Sindaco del Comune delle Città di Chieti e con la stessa Asp affinché termini l’avvilente scaricabarile e rimpallo di responsabilità e trovare una solida e definitiva soluzione per definire una problematica sociale e sanitaria che si trascina da almeno 10 anni ridando, così, serenità e speranza ai tanti operatori assunti e certezza di adeguata assistenza agli anziani ricoverati. Di tale situazione – conclude la nota- verrà informata puntualmente anche la Prefettura di Chieti”.
Ultime notizie da Blog
VASTO. Emergono nuovi particolari sulla dinamica dell’omicidio di Andrea Sciorilli, il 21enne ucciso dal padre nella
Da questa mattina la scuola di Brecciarola ha riaperto le porte a studenti, personale e famiglie.
“Una scelta maturata attraverso un confronto serio, approfondito e responsabile sui programmi e sulle prospettive di
L’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara si conferma polo di riferimento nazionale per le scienze
Prosegue a Chieti il ciclo di incontri “Chieti prima di Chieti – Chieti e l’Abruzzo intellettuale”,
