Domenica 5 marzo, alle ore 17.30, all’Auditorium Cianfarani di Chieti, si terrà l’anteprima nazionale dello
spettacolo «Ragazza di vetro» da Tennessee Williams interpretato e diretto da Riccardo Iezzi.
Lo spettacolo è prodotto da Labirinti Teatro; la musica originale è firmata dal maestro Davide Cavuti,
compositore cinematografico e teatrale per Michele Placido, Daniele Vicari, Edoardo Leo, Luca Argentero,
Lino Guanciale e direttore della “Stagione di Prosa” del «Teatro Marrucino».
«Il progetto parte dall’infatuazione per il dramma “Lo zoo di vetro” di Tennessee Williams» – ha dichiarato
Riccardo Iezzi, attore e regista della pièce – «Questo testo così potente e delicato ha lasciato un segno
profondo in me e ho voluto metterlo in scena partendo dalle origini, ovvero da quando questo testo teatrale
era semplicemente la novella “Ritratto di una ragazza di vetro” scritta dallo stesso Williams dieci anni prima
del dramma e pubblicato nella raccolta L’innocenza delle caramelle».
La novella è costituita da un monologo scritto in prima persona da Tom, sorta di doppio palesemente
autobiografico dell’autore. Tom, dopo anni di vagabondaggi in giro per il mondo, ritorna alla sua vecchia casa
ormai abbandonata e fatiscente, dove ha vissuto con la madre Amanda e la sorella Laura. Fra quelle mura
comincia a ricordare il suo passato, quando era un giovane scontento del proprio lavoro in un magazzino di
scarpe con l’ossessione per la poesia. Ripensa a quando sua madre, una volta benestante e stimata,
abbandonata dal marito con i figli piccoli, aveva come unica preoccupazione l’avvenire della figlia maggiore
Laura, insicura da sempre per il fatto di essere claudicante. Amanda, nevrotica, insoddisfatta e depressa per
gli eventi della sua vita e per il futuro dei suoi figli, li tormenta con pressioni esasperanti, trasformando il
proprio amore morboso per loro in una vera e propria oppressione psicologica. Tom si ribella a questo suo
atteggiamento e vive frequenti liti con lei. Laura, invece, si chiude sempre più in se stessa, nella sua vita
ripetitiva e senza prospettive: le sue uniche occupazioni sono la sua collezione di animaletti di vetro e l’ascolto
di vecchi dischi.
«Al centro della vicenda c’è il fallimento di una famiglia. Personaggi rabbiosamente legati alle proprie
illusioni. La solitudine, l’assenza del padre, la giovinezza come “tempo perduto”, tutti temi universali, che la
maestria dell’autore rende condivisibili dal pubblico» – continua Riccardo Iezzi – «Tom è solo sulla scena,
che rappresenta lo spazio della sua mente indotto a ricordare e ad interrogarsi sul rapporto con il passato
come luogo del rimpianto. Williams definisce “Lo zoo di vetro” un “dramma della memoria” ovvero un testo
dalla duplice natura: realistico nella descrizione dei rapporti tra i personaggi, ma totalmente onirico rispetto
al tempo della vicenda e della sua rappresentazione. Tom/Tennessee, come suo padre, impara l’arte del
fuggire, ma resta comunque ingabbiato, vive in un limbo temporale e la sola cosa che può fare per provare
ad andare avanti ed entrare in un nuovo territorio è raccontare al pubblico un pezzo della propria storia».
Riccardo Iezzi, nato a Chieti nel 1999, muove i suoi primi passi nella Scuola di recitazione del «Teatro
Marrucino», per dedicarsi, successivamente, ad uno studio più approfondito delle discipline dello spettacolo
al «Dams di Roma Tre» dove si laurea nel 2022. Molti gli incontri artistici che hanno formato la sua sensibilità
di attore e regista, tra i quali si può citare quello con il maestro Eugenio Barba. Nel 2021 fonda “Labirinti
Teatro”, un collettivo artistico impegnato nella ricerca teatrale. Attualmente continua i suoi studi in campo
artistico a Roma.
Ingresso 10 euro per informazioni e prenotazioni: 346 2450926 e sulle pagine social di @labirintiteatro
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