Alla Biblioteca “Bonincontro” una riflessione sull’industrializzazione della vallata del Pescara nella seconda metà del 900

Venerdì 3 Marzo alle 17:30 la Biblioteca Bonincontro ospiterà il quinto incontro di storia e patria con il relatore Aurelio Bigi. Argomento, l’industrializzazione della vallata del Pescara nella seconda metà del 900. Chieti usciva dalla Seconda Guerra Mondiale con grandi problemi. Il collegamento tra la città e la sua stazione ferroviaria era fortemente compromessa per via di un mezzo di locomozione (trenino elettrico a scartamento ridotto) obsoleto sin da prima dell’inizio della guerra ed inutilizzabile dopo i danni bellici. Una strada, quella della Colonnetta, inaffidabile per le sue continue frane.
Furono essenziali per la nostra città il piano Marshall che fece affluire all’Italia tra il 1948 e il 1951 (e quindi anche sul nostro territorio) importanti somme e il contributo, spesso a fondo perduto, della Cassa del Mezzogiorno sorta nel 1950. L’arrivo di queste somme permise alla nostra città di vivere decenni di sviluppo, specialmente nella zona dello Scalo. Il trenino fu eliminato e sostituito con il filobus. Ad aprile 1948 arrivò dal ministero l’autorizzazione a costruire la rete per il filobus e specificò che il costo era a carico dello Stato. Al Comune non rimase che dare il necessario assenso e il 23 maggio 1949 il Consiglio Comunale dispose l’inizio dei lavori.
Il filobus potè finalmente passare sulla Colonnetta la cui realizzazione fu finanziata con le “provvidenze a sollievo dell’occupazione” e risistemata, fortificata, resa più rettilinea e, per la prima volta, asfaltata. Allora fu chiamata da molti “autostrada”. Cosa che fa comprendere come erano le altre strade della città.
Alla ditta di Ignazio Calvi, sorta nel 1880 accanto a quella che sarebbe divenuta la stazione ferroviaria di Chieti scalo, inaugurata pochi anni dopo, se ne aggiunsero altre: 1) nel 1936/37 sorse il tabacchificio, che occupò, stagionalmente circa 600 operaie; 2) nel 1938/39 la Celdit, che produceva carta senza tagliare neanche un albero, ma utilizzando unicamente la paglia. Occupò inizialmente 400 operai che crebbero ancora in seguito. Una bella e funzionale industria che acquistò un ampio terreno vicino alla fabbrica. Terreno che diede all’Istituto Case popolari per la costruzione (1939-1942) di 48 villette bifamiliari che furono assegnate a 96 famiglie di operai della Celdit. Ogni appartamento aveva a disposizione un orto-giardino da coltivare. Cosa importante, specialmente se si considera che la gran parte di questi operai proveniva dalla campagna. Dopo il 1945 furono costruite 5 palazzine che accontentarono altre 56 famiglie. I contributi della Cassa per il mezzogiorno aiutò l’industrializzazione della vallata del Pescara. Nel 1950 sorse lo zuccherificio che occupò circa 500 operai stagionali. Nel 1952 nacquero le Trafilerie Meridionali con 100 operai. Anche l’ENI provvide a trasferire a Chieti scalo suoi uffici.
Nel 1961 aprì la Camiceria Marvin Gelber che in un paio di anni raggiunse una produzione leader in Europa occupando 3.500 operaie e producendo 9.5 milioni di camice in un anno.
Aprirono anche tante altre ditte, fra le quali le Società Pizzorno, di Savona, le Concerie abruzzesi, la Farad (fabbrica radiatori), la SAPO (produzione ossigeno). La vallata del Pescara si riempì di industrie. Nel 1971 ve ne erano 39 con circa 5.000 dipendenti; nel 1981 salirono a 167 aziende con 8.500 addetti. Fu il periodo clou. Poi iniziò il ricorso alla cassa integrazione guadagno, alla chiusura delle fabbriche meno attrezzate e siamo pian piano arrivati a giorni nostri.

Previous Story

Spazi sportivi alla villa, l’assessore Rispoli: “Arredi per il nuovo percorso vita per chi pratica attività sportiva”

Next Story

Pala Colle dell’Ara, i Consiglieri di opposizione attaccano: “Dall’Amministrazione una mistificazione dei fatti”

Ultime notizie da Blog

Latest in Music

About us

One thousand years ago, superstition and the sword ruled. It was a time of darkness. It was a world of fear. It was the age of gargoyles. Stone by day, warriors by night, we were betrayed by the humans we had sworn to protect, frozen in stone by a magic spell for a thousand years.

Now, here in Manhattan, the spell is broken, and we live again! We are defenders of the night! We are Gargoyles! Scout troop short a child, Khrushchev’s due at Idelwyld… Car 54, where are you? Harlem that’s backed up.

Authors

Newsletter

© COPYRIGHT 2023 – IL GIORNALE DI CHIETI.
PIAZZALE MARCONI N.69 – 66100 CHIETI
ILGIORNALEDICHIETI@GMAIL.COM | C.F. 93062690693.


Deprecated: Non-static method snwp_Show::fake_wp_footer() should not be called statically in /home/hkagijcn/public_html/nuovo/wp-includes/class-wp-hook.php on line 308