Domenica sera il famoso violoncellista e direttore d’orchestra M° Dmitry Yablonsky e il M° Giuliano Mazzoccante, Direttore artistico del Teatro Marrucino di Chieti, insieme con i Kyiv Virtuosi, si sono esibiti in un concerto, che può essere definito un’anteprima della stagione concertistica del Teatro Marrucino. Una serata portatrice di pace, gioia e soprattutto di vita: nel giorno stesso in cui essa viene celebrata, gli artisti ucraini, ospiti di Chieti e del suo teatro in un momento così difficile del loro paese e della loro vita, manifestano la vita stessa con la loro musica e il loro talento.
In una cornice cromatica suggestiva, permeata da colori che richiamano la primavera, i tramonti, la natura, simboli della vita che si rinnova in tutta la sua bellezza ed energia, gli artisti si sono cimentati in un programma musicale assolutamente esplicativo e intriso di tali significati e messaggi: in primis la Sonata in la maggiore per violoncello e pianoforte, op. 69 di Beethoven, scritta dal compositore in un momento di difficoltà della sua vita. Fu lui stesso a scrivere sulla copia dedicatoria della Sonata la frase «inter lacrimas et luctum», non riferendosi assolutamente al carattere dell’opera ma allo stato d’animo di quei giorni. In particolare, la Terza sonata per violoncello, iniziata nel 1807 fu ultimata all’inizio dell’anno successivo, durante il quale il compositore era convinto di essere ormai sul punto di abbandonare Vienna – città dove negli ultimi due anni riteneva di aver «subito numerose sventure» – e temeva di «diventare un vagabondo». L’opera, al contrario, in contrasto con la sofferenza vissuta, si mostra totalmente piena di gioia, energia, vitalità, insieme a delicatezza e momenti musicali intimi, colti e vissuti pienamente da un pubblico emozionato, grazie alla sensibilità e alla bravura dei due interpreti magistrali, il M° Dmitry Yablonsky e il M° Giuliano Mazzoccante; in seguito la Sonata in la minore per violoncello “Arpeggione”, D. 821, il cui tema è tra i più famosi della musica classica, in una versione per violoncello ed archi; la Sinfonia n. 3 per orchestra d’archi di Pierre Wissmer, opera novecentesca, eseguita per la prima volta al Teatro Marrucino, tripudio di stili e timbri diversi, dal ritmo latino a Prokof’ev, ma soprattutto trionfo del virtuosismo e della bravura dei Kyiv Virtuosi, che hanno incantato una platea entusiasta e, come sempre, calorosa nei confronti degli artisti ucraini. Infine il bis dell’orchestra che, con la guida del talentuoso primo violino, si è esibita in una danza spagnola, che ha generato l’ovazione finale del pubblico.
Il concerto di domenica anticipa la stagione concertistica del Teatro Marrucino, che si preannuncia senza dubbio un trionfo, grazie all’impegno costante del Direttore Artistico Giuliano Mazzoccante, del Presidente del Teatro, l’Ingegnere Giustino Angeloni e del Direttore Amministrativo Cesare di Martino, e del progetto della musica come portatrice di pace, speranza, solidarietà e vita, che onora e arricchisce non solo il Teatro Marrucino ma tutta la città di Chieti.


