Serena, l’encefalite da morbillo e il dono alla Pediatria

Serena era una pallavolista e amava molto i bambini, prima che a 21 anni una encefalite da morbillo la confinasse dentro una bolla, immobile e incapace di interagire con il resto del mondo. Ma i suoi genitori, che la assistono con un amore commovente, hanno voluto recuperare entrambe le passioni per trasformarle in un gesto solidale. Così, insieme alla figlia, Nicoletta e Carlo hanno portato in dono alla Pediatria dell’ospedale di Lanciano fasciatoi da collocare nelle sale d’attesa e nei bagni per agevolare il cambio dei neonati che si trovano in reparto per una visita o un controllo.

La donazione è stata resa possibile grazie ai fondi raccolti proprio con un pomeriggio di volley intitolato “Una schiacciata per Serena” che aveva portato in campo, al Palazzetto dello sport di Lanciano, amici e compagni di squadra della ragazza, entusiasti di rispondere all’invito fatto dal fratello Simone.

Una giornata nella quale l’intreccio tra sport, ricordi e solidarietà ha permesso di aggiungere un plus di comfort alle mamme che portano i bimbi in reparto. A ricevere la donazione sono stati il responsabile della Pediatria, Nicola Ranieri, con la collega Chiara Lanciani e la coordinatrice Elena D’Eramo, che hanno avuto parole di grande apprezzamento per il gesto compiuto dalla famiglia, che affronta con incredibile forza una dura prova da più di dieci anni.

Era il 2011 e Serena era a un passo dalla laurea in Architettura al Politecnico di Milano, quando una febbre altissima nel capoluogo lombardo fu scambiata per una banale influenza. La diagnosi di encefalite causata da morbillo arrivò tardiva, quando il danno cerebrale gravissimo era già stato prodotto. Della ragazza di allora, che nel volley era una temuta schiacciatrice, è rimasto il cuore, che batte solidale per volontà dei genitori. La malattia e gli esiti devastanti si combattono anche con gesti così.

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