I giovani rappresentano una componente molto vulnerabile della popolazione italiana a causa delle difficoltà collegate al delicato passaggio dal mondo dell’istruzione e della formazione professionale a quello del lavoro. La pandemia ha acuito la situazione, con ripercussioni importanti sulle dimensioni del disagio giovanile, dell’insicurezza nello studio e nel lavoro e, spesso, anche della salute mentale. L’Italia presenta tra le percentuali maggiori in Europa di giovani NEET, ovvero di giovani non occupati e non inseriti in percorsi di istruzione o formazione, che sono complessivamente più di 3 milioni. Rispetto ai Neet, l’Abruzzo è in una posizione intermedia rispetto alle altre regioni, ma leggermente migliore rispetto alla media nazionale. Se in Italia i giovani non occupati e non inseriti nei percorsi di istruzione e formazione sono il 23,3% del totale, in Abruzzo sono il 20,7%.
Oggi a Chieti, nel campus dell’Università D’Annunzio, è approdata un’iniziativa che rientra nel piano strategico di emersione e orientamento dei giovani inattivi, promosso dal Ministero per le Politiche Giovanili e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. “Il tour nelle città italiane ha lo scopo di raggiungere i giovani nella loro comfort zone, ingaggiarli, metterli a conoscenza dei progetti e delle iniziative che il Governo ha messo in atto. Vogliamo raccontare loro, che l’Italia è un Paese per giovani che offre a ognuno la possibilità di realizzarsi.” – sottolineano gli organizzatori. Un’occasione per presentare le tante opportunità offerte ai giovani e l’attività Governo-territori su un fronte importantissimo, che è quello che fa da ponte fra formazione e lavoro. Presente la Ministra Fabiana Dadone che, insieme alle altre istituzioni, ha dialogato con i tanti studenti delle scuole abruzzesi. “È stato un momento molto importante per tutti noi giovani – sottolineano gli studenti – riflettere sul futuro, sulle nuove frontiere del lavoro, sulle opportunità che ci sono offerte, ci ha aiutato ad orientare i nostri sguardi anche sulla scelta del nostro percorso universitario.”
