Torna il glossario ideato e creato dalla rubrica STRONARIEDUCA, per la conoscenza dei termini medico-scientifici. Siamo nel mese delle “feriae augusti” dove l’imperatore Augusto Ottaviano trovava pace nelle sue ferie politiche, spesso fuggendo dall’Urbe. Dal 18 a.C. il mese di agosto risulta essere il periodo per eccellenza delle vacanze, tanto che da tale locuzione latina deriva il moderno Ferragosto.
Tuttavia in questo mese di caldo, vacanze sole, mare o montagna, con una comoda lettura all’ombra, analizziamo un termine molto importante in ambito della clinica posturologica vertebrale, la spondilolistesi; dal greco antico olisthesis vuol dire “scivolamento”, proprio ad indicare lo spostamento di un segmento osseo articolare rispetto ad un altro, in tal caso appunto di una vertebra rispetto alla vertebra sottostante.
È una condizione conosciuta, descritta ed inquadrata già dal 1782, quando un ostetrico belga, tal Herbinaux individuò in un neonato tale disturbo. Solo nel 1854 il dr Kilian coniò il termine spondilolistesi o Listesi vertebrale. Infatti la disfunzione può essere congenita non degenerativa o acquisita nella vita adulta per stress lavorativo, stile di vita non adeguato o traumatismo.
Un focus a parte merita il quadro clinico della donna in menopausa ove una moderata/severa osteoporosi può conferire frattura istmica (frattura da stress dell’istmo vertebrale di solito indolore) che prende il nome di spondilolisi o semplicemente Lisi vertebrale, dove per lisis significa rottura. Conseguente alla rottura vi sarà la listesi ossia lo scivolamento.
La spondilolistesi può essere anteriore (anterolistesi), posteriore (posterolistesi) o per giunta laterale (laterolistesi). E nella maggior parte dei casi lo scivolamento della vertebra rispetto a quella di sotto avviene in sede lombare, tanto da definirsi anche spondilolistesi lombare o lombolistesi. Lo scivolamento può essere classificato in quattro gradi di severità, dove ovviamente il quarto grado (IV grado) esprime la maggior entità della listesi vertebrale.
E quali sono le vertebre maggiormente interessate?
Purtroppo sempre le stesse, lì dove vi è il maggior carico, ovvero L4 e L5. Dunque si verifica lo scivolamento di L4 su L5 o in alcuni casi di L5 su S1. Scoliosi e accentuazioni o riduzioni delle fisiologiche curve, possono favorire l’insorgenza di siffatta condizione.
Quali esami diagnostici? Sicuramente radiografia segmentaria o totale del rachide, morfometria vertebrale e tomografia computerizzata in casi di studi approfonditi.
Epidemiologicamente sono colpiti entrambi i sessi, sottolineando una maggiore esposizione nel sesso femminile in età pre-post menopausa. Colpisce circa il 7% della popolazione. Una particolare attenzione va anche negli sportivi e negli atleti professionisti, dove attività ad alto impatto o contatto fisico, possono esporre la colonna a traumatismi ripetuti.
Il paziente mediamente lamenta lombalgia, sciatalgia, spesso dolenzia degli arti inferiori, dolore uni o bilaterale alla schiena. Vi sono dei casi in cui il corteo sintomatologico è sovrapponibile ad una stenosi lombare. Il trattamento ginnico posturale e con attività fisica adattata è il gold standard per la miglioria di cotale situazione, oltre ovviamente un ciclo farmacologico lì dove ve ne è bisogno, prescritto dallo specialista, di solito analgesico antinfiammatorio.
In taluni casi si ricorre all’artrodesi vertebrale, una procedura chirurgica per ridurre il grado dello scivolamento e della compressione che la vertebra stessa esercita sui tessuti.
La letteratura scientifica riporta una ulteriore suddivisione della spondilolistesi in cinque tipologie: DISPLASICA, ove l’ipoplasia degli elementi posteriori della vertebra non reggono la vertebra stessa, cedendo all’improvviso; ISTMICA, la più comune, come sopracitato; DEGENERATIVA, lenta consunzione delle strutture articolari vertebrali; POST-TRAUMATICA e infine PATOLOGICA, in caso di malattie ossee o processi iatrogeni.
In conclusione possiamo affermare che il trattamento posturale e di ginnastica medica è valido sia ai fini preventivi di questa condizione scheletrica, ovvero cercare di prevenire tale disordine articolare vertebrale, sia ai fini del trattamento contenitivo di un eventuale spondilolistesi in atto. Con un corretto potenziamento posturale muscolare spinale e addominale, il ripristino delle curve fisiologiche eventualmente alterate e l’incremento della stabilità rachidea in toto e settoriale (in questo caso soprattutto lombare, la listesi è una condizione di instabilità vertebrale), riusciremo a lenire le algie, le difficoltà cinetiche, la resistenza della stessa colonna durante la marcia e la forma in generale.
Pertanto, cartellino rosso a chi non sta facendo una corretta e valida posturale, cartellino giallo a chi sta correndo ai ripari e cartellino verde a chi, già da tanto tempo, è in fase di trattamento posturale generale e specifico.
Buone feriae augusti a tutti i lettori e al prossimo articolo ricco di curiosità.
Dr MARCO STRONA