Gli splendidi giardini della Villa Comunale di Chieti in questa nuova primavera, fanno da giusto palcoscenico ad un incontro speciale voluto dal sottoscritto da qualche giorno addietro. Era da un po’ di tempo che non rivedevo la cara amica Sonia Bucciarelli giovane e fervida scrittrice abruzzese. Di tanto in tanto ci si incontra in concorsi letterari o attraverso scambi telefonici di idee e progetti da realizzare. Una piacevole panchina all’ombra sembra il luogo giusto per una chiacchierata sullo stato di salute della Cultura locale e dell’editoria in generale. Almeno, anche in base alle sue esperienze vissute. Guardiagrele e Ortona, autentiche perle di questa provincia, completano la cornice al nostro dialogo. La prima per avergli dato i natali e l’altra per accoglierne la vita attuale. Le chiedo quale impatto abbiano avuto i luoghi d’origine nel suo percorso letterario. Mi sembra doveroso per iniziare questo scambio di pensieri. Credo di esser partito nel modo migliore. Lo leggo attraverso il suo sguardo dal quale intuisco il legame di Sonia con la sua terra natia. Inevitabilmente i luoghi dell’infanzia e della propria esistenza lasciano il segno in questa giovane autrice. Avevo già ascoltato questa riflessione anche da altri autori abruzzesi. A tal punto che spesso le loro storie vengono ambientate proprio nei luoghi della loro vita. Se poi il discorso cade sulle problematiche che incontrano queste nuove leve della Letteratura, il discorso allora prende una piega più cruda. Le difficoltà di inserimento nel panorama editoriale possono essere paragonate ad un cammino in una giungla ricco di pericoli e false promesse. Sottolinea quanto i giovani autori possano diventare “prede” da parte di abili approfittatori del caso. Ma sembra inevitabile tutto ciò per farsi le ossa ed imparare a proprie spese a proteggersi. Di contro e dico per fortuna, ella ha riscontrato nella storica Ortona ampia disponibilità nella realizzazione di eventi di presentazione editoriale. Ciò fortifica ed alimenta la speranza a continuare e a non lasciarsi abbattere moralmente. Faccio un appunto personale. L’Abruzzo, Regione ricca di storia, di verde e di Cultura può e deve essere la guida migliore per indicare la strada maestra a questi nostri giovani talenti. Il sottobosco artistico/culturale regionale è fervido e in continuo fermento. Le parole e le riflessioni attente di Sonia puntano il dito verso le Amministrazioni Comunali, le quali dovrebbero mantenere elevata l’attenzione verso le nuove promesse. In qualsiasi ambito esse siano rivolte. Avverto il suo entusiasmo mentre mi parla delle potenzialità che offre il settore editoriale a cui fa da contraltare la nascita di una miriade di Case Editoriali spesso poco professionali. La non esperienza in questo settore provoca spesso danni incalcolabili a carico di Autori alle prime armi. Ma inevitabilmente in certi ambiti si fa esperienza sulla propria pelle e ciò fortifica e gradualmente nel tempo ne limita i danni. Tra i suoi ricordi, quei primi concorsi a cui si cimentava incrociando altri giovani che come lei rincorrevano un sogno. Rimarca la necessità, per uno scrittore, di allenarsi in continuazione per mantenere alto il livello dei propri prodotti   e poterli presentare a platee sempre più attente e di qualità. Non avrei potuto trovare luogo migliore per questo dialogo con una scrittrice attiva e sensibile. Conosco la sua produzione letteraria dalla quale si evince la sua passione verso questo mondo. Leggo nelle sue parole sogni e giuste aspirazioni. Ci salutiamo promettendoci di rivederci quanto prima. Devo ripartire, Il mio viaggio nella Cultura teatina è appena iniziato. Prima di andare via e lungo i viali di questo luogo incantato ascolto l’ultima riflessione della mia interlocutrice. Mi parla di aneddoti dei luoghi dove vive. E ancora, di avere fame di conoscere più a fondo questa Regione, scrigno di mille storie particolari vissute da chi ci ha preceduto. Credo che sentirò parlare molto di lei e di altri che come Sonia credono nella passione verso la scrittura. Nel loro DNA, l’amore verso la loro Regione e la capacità di raccontare ed emozionarci. Come questo giardino a cui do il mio arrivederci con un po’ di felice malinconia…

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Pericolose percezioni

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