Nel secondo appuntamento della rubrica dedicata agli appassionati di cinema, per questa settimana Carmen ci consiglia il film “The Northman”, l’Amleto sporco di fango.

Terzo film del regista Robert Eggers (The Witch, The Lighthouse), stavolta alle prese con una classica revenge story. E qui di classico e di storico ce n’è in abbondanza.

Islanda, anno 895. Amleth (Alexander Skarsgård) è costretto a scappare dopo aver assistito all’uccisione di suo padre, il re Aurvandil  da parte del fratello Fjölnir (Claes Bang), che poi  sposerà anche sua madre Gudrún. Abbandonerà qualsiasi età dell’innocenza per addestrarsi come guerriero bersekr, per plasmare il suo corpo e la sua anima affinché diventino un’arma per portare a compimento la sua vendetta.

Il viso candido del piccolo erede al trono, lo sguardo gonfio di amorevole ammirazione verso suo padre e curioso del futuro da re che lo aspetta (classico “un giorno questo regno sarà tuo), cedono il passo ad un volto oramai segnato solo da odio, rabbia, dolore e violenza. Ed è proprio quello che hanno visto quegli occhi che fa giustificare tutta la distruzione generata dalla guerra privata che il protagonista combatte, ripetendo nella sua testa quel mantra “Ti vendicherò, padre. Ti salverò, madre. Ti ucciderò, Fjolnir.”, che non lascia spazio a qualsivoglia compassionevole benevolenza.

Il primo pensiero che sorge è: Amleto. Vendetta…..Shakespeare!

La risposta è:Quasi! Perché anche il drammaturgo inglese prese spunto dallo stesso storico medievale danese Saxo Grammaticus, che mise per iscritto un racconto  islandese del X secolo tramandatosi oralmente. Ma qui Amleto non indossa abiti regali, è vestito solo di sangue e fango e gli ambienti non sono palazzi sontuosi, ma campi di battaglia.

Il tentativo (riuscito?) è quello di un colossal hollywodiano in chiave vichinga,vista anche la selezione di attori del calibro di Nicole Kidman,  Ethan Hawke(Boyhood, Predestination),Anya Taylor-Joy (La regina degli scacchi),Willem Dafoe (Van Gogh, La fiera delle illusioni) e Björk, nonché  i costi di produzione elargiti dalla Universal.

La trama non lascia spazio ad interpretazioni. Il filo conduttore della vendetta la fa da padrone.

Se il nucleo del film è chiaramente il magma interiore ed esplosivo di Amleto, l’atmosfera che lo circonda è il risultato di notevoli attenzioni sceniche, che (forse) riescono a distogliere lo spettatore ed a far aprire il canale visivo. Le ricercate ricostruzioni storiche, il ritorno alla mitologia, alla magia, la fierezza della civiltà scandinava, distraggono ed allontanano dal crudo realismo storico ed attuale, indicando il rifugio: una sala cinematografica trasformata in una macchina del tempo.

Nelle sale dal 21 aprile 2022.

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