“Considerazioni del sabato” di Ottavio Argenio

Sono due, questa settimana, gli argomenti degni di nota.

Da un lato la questione delle assunzioni e dell’eventuale danno erariale che ne scaturirebbe, dall’altro la presentazione del programma “RigeneriAMOteate” che a parte il nome, sembra contenere iniziative interessanti.

Sono due argomenti che peraltro, per chi è minimamente informato sul funzionamento di un ente locale ed in particolare sulle vicende del recente passato del Comune di Chieti, sono destinate ad intersecarsi tra loro.

Il nostro Comune, oltre a dover scontare una situazione economica profondamente compromessa, deve fare i conti anche con una gravissima carenza di personale che nel corso degli ultimi anni ha prodotto numerosi disservizi (basti ricordare il funzionamento a singhiozzo dell’anagrafe e le chiusure della delegazione di Chieti Scalo) e rallentato in maniera tangibile l’intera azione amministrativa.

Le assunzioni quindi, al netto del rispetto delle regole, sono da considerarsi come un’esigenza imprescindibile, la più importante, per chiunque voglia realmente rispettare gli impegni presi con i cittadini.

Detto in altri termini, se la città vuole avere un’amministrazione comunale efficiente, che prescinda anche dal colore delle bandiere politiche, deve innanzitutto dotarsi di una macchina amministrativa in grado di funzionare correttamente. Serve personale e serve personale preparato e qualificato.

Detto questo, con l’auspicio che il Comune non debba subire altri danni economici, sembra interessante esaminare l’iniziativa presentata in settimana dall’Assessore ai Lavori Pubblici, Stefano Rispoli.

Finalmente a Chieti si inizia a parlare di riqualificazione urbana sostenibile e di recupero e valorizzazione dell’inestimabile patrimonio immobiliare della nostra città. Si inizia a delineare una visione d’insieme per quanto impegnativa e di certo non di immediata realizzazione.

Merita sicuramente un cenno la volontà di recuperare l’ex asilo di via Principessa di Piemonte da utilizzare come sede delle associazioni culturali cittadine o quella di destinare altri due edifici storici come palazzo Massangioli ed il cinema Eden, a centri culturali.

Stesso dicasi per l’edificio che ospitava le scuole Nolli dove invece dovrebbe trovar posto una struttura ricettiva di carattere socio-sanitario.

Per non parlare della rivoluzione da molti auspicata, pensata ed immaginata che riguarderebbe Chieti Scalo.

Chieti sembra finalmente volersi muovere, scrollandosi di dosso parecchia della polvere accumulata e quell’odore di stantio che si trova in ogni ambiente chiuso e questa volontà, ammesso sia reale, non può che far piacere.

Certo i timori sono numerosi anche perché, nell’ultimo decennio, la città è stata abituata a leggere il Piano Triennale delle Opere Pubbliche come se fosse un libro di fiabe, tutte caratterizzate però, dal non avere un finale (…).

Sarebbe un vero peccato se, anche in questo caso, fossimo solo in presenza dell’ennesima rappresentazione onirica di Chieti.

I dubbi riguardano per lo più i costi degli interventi contenuti nell’ambizioso programma della Giunta di Diego Ferrara, da sostenere per la maggior parte, con dei finanziamenti specifici di cui si sa ancora ben poco.

E’ proprio su questo fronte poi che vengono in evidenza le gravi carenze di organico che rendono necessarie le assunzioni.

Affinché i finanziamenti da teorici diventino reali e non restino meri numeri scritti su un documento di carta, come avvenuto nel recente passato, occorrono soprattutto uffici gestiti da persone qualificate e numericamente sufficienti a garantire lo svolgimento corretto e puntuale del lavoro perché la politica ha il compito di indicare la direzione ed il risultato da raggiungere ma la macchina amministrativa, poi, si muove con le sue forze.

 

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