Voto a Francavilla. Zappalorto (Pd Abruzzo): “Luciani spieghi qual è il suo metodo”

”Da qualche tempo ormai siamo abituati alle invettive di Antonio Luciani contro il Pd. Da quando nel primo mandato ha defenestrato i suoi assessori, costringendo il partito ed il gruppo consiliare ad andare all’opposizione. Poi è passato addirittura all’ambizione di scalarlo, provando a divenirne segretario regionale: tentativo fallito rovinosamente perché non ci si improvvisa alla guida di una comunità senza conoscerla e senza averla mai vissuta. In ultimo, la cacciata dalla Giunta di Francesca Buttari, donna radicata e più votata in assoluto alle ultime amministrative, il lavoro della quale è riconosciuto quotidianamente dalla Città, rea solo di aver chiesto un’ampia consultazione e confronto sulla scelta del candidato sindaco e di aver fatto un manifesto per l’otto marzo, forse perché le donne vanno bene solo se scelte e non quando si autodeterminano?” E’ quanto chiede Chiara Zappalorto, vice segretaria del Partito Democratico Abruzzo. ”Eppure, Luciani si rassegni, il Pd esiste, c’è. Eccome se c’è. Il Pd – aggiunge Zappalorto – è una comunità di donne e uomini, fieri della militanza, delle idee e con una gran voglia di essere protagonista del futuro. I tempi recenti ci insegnano che le vittorie, anche quelle più insperate, arrivano da una grande apertura alla società, al civismo e ad un mondo politico che oggi a livello nazionale sta costruendo proprio con il Partito Democratico di Letta, un’area forte che deve essere la locomotiva della rinascita del Paese post pandemia, dai Cinque stelle alla sinistra. Basti pensare al laboratorio politico di Chieti, che è risultato vincente tanto da essere oggi una coalizione di governo basata sull’alleanza di forze unite dall’azione amministrativa, più volte citato come laboratorio in Abruzzo e non solo. Per questo non abbiamo capito bene la vicenda della scelta di Luisa Russo quale candidata sindaco, né ci sovviene la composizione della coalizione. Da dirigente regionale mi sento di dire al Pd di ritrovare la serenità del dibattito, con un confronto vero e schietto, perché cinque anni fa, quando ero commissario del partito avviammo insieme una fase nuova e oggi è necessario essere i veri protagonisti della costruzione di una coalizione di cui il Pd sia il perno, avendo la possibilità di esprimere alla leadership di una grande coalizione personalità forti e radicate. Oggi come non mai, serve una visione di futuro, un’idea forte di rinascita nel post pandemia e non possiamo permetterci che i personalismi o, peggio, pregiudizi e casi personali, prendano il sopravvento nel dibattito su ciò che dovremo fare”.

 

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