Unioni civili, a Chieti arrivano le prime richieste

Con la legge n. 76 del 20 maggio 2016 è stato introdotto nell’ordinamento italiano l’istituto dell’unione civile. Dopo un primo periodo transitorio, l’11 febbraio 2017, sono stati emanati i decreti attuativi della Legge n.76/2016. Sul sito internet del Comune è online da l’informativa completa sulle unioni civili e il modulo per chiedere l’appuntamento con gli uffici preposti per attivare le procedure “Con la pubblicazione delle informazioni relative alle unioni civili, colmiamo un gap che ci consente non solo di dare attuazione alla legge 76 del 2017 sulle unioni, ma che di fatto rende più aperta e inclusiva la città – dicono  il sindaco Diego Ferrara e gli assessori a Servizi Anagrafici e Pari Opportunità, Teresa Giammarino e Fabio Stella – Il Comune ha cominciato solo in questi giorni ad avere le prime richieste di celebrazione, da qui l’idea di rendere più evidenti i passaggi perché le e gli interessati possano arrivarci nel miglior modo possibile e con immediatezza. Si tratta di diritti civili che la nostra Amministrazione accoglie e promuove, Chieti non è solo il primo capoluogo d’Abruzzo a ospitare una panchina arcobaleno, prima tappa di un percorso articolato proprio sui diritti civili, ma è anche una delle Amministrazioni che hanno patrocinato l’Abruzzo Pride e che ha aderito convintamente anche alla rete “RE.A.DY” con un atto di Giunta, percorso il cui scopo è quello di favorire politiche locali di parità, rispetto all’orientamento sessuale e all’identità di genere e a diffondere le “buone prassi” sul territorio nazionale. Questo è quello che stiamo facendo dando una maggiore evidenza alle normative sulle unioni civili e che va di pari passo con l’impegno a dare evidenza anche a un’altra fattispecie contemplata dalla legge Cirinnà, quella che riguarda la dichiarazione di costituzione di una convivenza di fatto, per l’accesso ai servizi comunali a parità di condizioni.  Tipologia, quella delle convivenze di fatto come detto prevista sempre dalla legge n. 76, riferita sia a coppie etero che omosessuali e che interessa tantissime persone: basta un semplice modulo che viene richiesto all’Anagrafe e che consente l’iscrizione della convivenza nella scheda anagrafica, cosa che consente il godimento dei relativi diritti a tutela di chi non sceglie la via del matrimonio o dell’unione civile”.

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