
Allora, ricapitolando, dopo la scelta di Salvatore Di Giovanni di passare all’Aquila, resta per il Chieti la soluzione del gruppo cosiddetto “romano” che dovrebbe procedere all’acquisizione della società neroverde. Con Trevisan ancora socio oppure no ed eventualmente in quale misura sono dettagli (importanti) che saranno oggetto della trattativa. Finora il patron non ha incontrato i due imprenditori romani, il “vertice” potrebbe esserci in questi giorni, ci sta lavorando Mauro Traini.
Traini, ascolano, 64 anni compiuti il 28 aprile, ha già lavorato nel Chieti durante la presidenza di Antonio Buccilli ed ha nel suo palmares la promozione in C1 conquistata nella stagione 2000-2001. Manager di lungo corso, ha lavorato alle dipendenze di numerosi club, ultimo domicilio il Foligno. Ha accettato di parlare delle manovre in corso ovviamente mantenendo un rigoroso riserbo.
Traini, quando a Chieti si sente che persone di Roma vogliono fare calcio nella nostra città, scatta l’allarme visti i precedenti. Può tranquillizzare la piazza?
“I due imprenditori che hanno manifestato interesse a fare calcio a Chieti, e sarebbe per loro la prima volta, non sono seri, sono superseri. Sono persone di specchiata correttezza, avete la mia parola. Ho il Chieti nel cuore, la mia carriera, dopo le prime esperienze ad Ascoli, è iniziata proprio alle dipendenze della società neroverde, non dimenticherò mai quella strepitosa annata, Quando Antonio Buccilli si rivolse a me, mi disse: direttore, dopo tanti campionati sofferti, vorrei salvarmi con un po’ di tranquillità, non chiedo altro. Gli risposi: presidente sarà una bella stagione, le assicuro che ci divertiremo. E le cose andarono proprio così. Perciò al Chieti mi sento legato, tra le varie squadre per le quali ho lavorato, è una delle poche verso cui provo un affetto speciale. Mai farei qualcosa che possa compromettere il futuro del Chieti, ci tengo troppo. I tifosi stiano tranquilli. Se la trattativa andrà in porto, faremo le cose per bene, con un progetto credibile ed importante”.
Perché persone di Roma si avvicinano per la prima volta al calcio e scelgono Chieti?
“Avendo lavorato in tanti posti, ho conoscenze e relazioni un po’ ovunque. Quando ho saputo che c’era questa possibilità a Chieti, ho prospettato la cosa ai due imprenditori dei quali parliamo e la loro risposta è stata positiva per cui ho preso i contatti con il patron Trevisan, che è una persona molto seria. In passato ho ricevuto varie proposte per un mio ritorno a Chieti ma non esistevano le situazioni giuste per accettare. Adesso c’è un’ipotesi sicuramente interessante, ripeto per la grande serietà che caratterizza gli interlocutori che si sono fatti avanti attraverso la mia intermediazione”.
In quale settore operano?
“Nell’ambito della ristorazione”.
Quante probabilità ci sono che tutto vada a buon fine?
“Non fisserei percentuali sull’esito della trattativa. Aspettiamo i risultati di un primo incontro ormai imminente fra Trevisan e i nuovi interlocutori”.
Il patron ha sempre sostenuto che il Chieti è una società sana, con i conti a posto.
“Ci credo ciecamente, non ho nessun dubbio al riguardo avendo conosciuto il dottor Trevisan. Sono sicuro che la gestione del Chieti è stata di assoluta correttezza”.
Il tempo stringe, le scadenze sono vicine.
“Lo so, lo sappiamo. Ma ormai la situazione è ben chiara ad entrambe le parti. Mi farò in quattro perché si trovi un accordo”.
