Teresio Cocco scuote la campagna elettorale: “Il dissesto nasce con la giunta Ricci”. Attacco frontale a Legnini

Nel corso di un’affollata conferenza stampa, carte e documenti alla mano, Teresio Cocco, conosciutissimo imprenditore teatino e da molti considerato una delle memorie storiche della vita economica e politica cittadina, ha ripercorso le vicende amministrative che, secondo la sua ricostruzione, hanno segnato l’inizio del percorso che ha portato il Comune di Chieti al dissesto finanziario, individuandone l’origine nella giunta guidata da Francesco Ricci.

Per Cocco, il punto di svolta coincide con l’affidamento del sistema dei parcheggi cittadini alla Ecoesse e con le successive vicende che hanno coinvolto Teateservizi. Una scelta amministrativa che l’imprenditore definisce la “madre di tutte le questioni” e dalla quale, a suo giudizio, si sarebbero generate conseguenze economiche e finanziarie destinate a pesare per anni sui conti dell’ente, fino ad aprire la strada al dissesto del Comune.

Nel corso dell’incontro con la stampa, Cocco ha ripercorso decenni di storia amministrativa cittadina sostenendo che il declino di Chieti affondi le proprie radici nelle decisioni assunte durante la stagione politica dell’amministrazione Ricci. Per questo ha invitato cittadini e organi di informazione a esaminare la documentazione raccolta nella “Vetrina del Sapere”, convinto che proprio dagli atti e dalle delibere emerga il filo conduttore che lega quelle scelte all’aggravarsi della situazione finanziaria del Comune.

Un intervento nel quale Cocco ha lanciato un appello alla memoria e alla conoscenza dei fatti, sostenendo che per comprendere il presente e decidere il futuro della città sia necessario partire dalle origini di quella che considera la più grave vicenda amministrativa della storia recente di Chieti. Nel mirino dell’imprenditore anche la candidatura di Giovanni Legnini, ritenuta espressione di una classe dirigente che, a suo giudizio, porta una responsabilità politica nelle vicende che hanno accompagnato il declino della città e che, nonostante i numerosi e prestigiosi incarichi istituzionali ricoperti nel corso degli anni, non avrebbe saputo tradurre il proprio peso politico in risultati concreti e duraturi per Chieti.

Di seguito il testo integrale del documento consegnato ai giornalisti da Teresio Cocco in occasione della conferenza stampa:

CONFERENZA STAMPA DI TERESIO COCCO

Cari concittadini,
gentili rappresentanti della stampa,

ho convocato questa conferenza stampa perché ritengo che i cittadini di Chieti abbiano il diritto di conoscere i fatti prima di compiere una scelta che segnerà il futuro della nostra città.

Non sono qui per parlare del passato fine a sé stesso. Sono qui perché non esiste futuro senza memoria.

Dopo oltre sessant’anni di attività imprenditoriale vissuti accanto alle famiglie, alle imprese e alle istituzioni teatine, sento il dovere morale di testimoniare ciò che ho visto e ciò che ho imparato.

Ho conosciuto una Chieti autorevole, rispettata, punto di riferimento dell’Abruzzo. Una città capace di attrarre investimenti, servizi, funzioni e opportunità. Ho visto una città orgogliosa della propria storia, delle proprie istituzioni e delle proprie eccellenze.

Ma ho visto anche il suo progressivo declino.

Ho visto Chieti perdere centralità, perdere servizi, perdere opportunità economiche e perdere peso politico. Ho visto una città sempre più marginalizzata e sempre meno capace di programmare il proprio futuro.

Per questo ho messo a disposizione di tutti i cittadini la Vetrina del Sapere in Via Ferdinando Galiani n. 37, un patrimonio di documenti, atti amministrativi, delibere e testimonianze che consentono di ricostruire le vicende che hanno segnato la storia recente della città.

Non è uno strumento politico.

È uno strumento di conoscenza.

Perché i cittadini non devono fidarsi delle opinioni. Devono poter leggere le carte.

E proprio dalle carte emerge quella che considero la vicenda più importante e più grave della storia amministrativa recente di Chieti: l’affidamento dell’intero sistema dei parcheggi cittadini alla Ecoesse da parte dell’amministrazione guidata da Francesco Ricci, e il successivo rapporto tra Ecoesse e Teateservizi.

A mio giudizio, quella vicenda rappresenta la madre di tutte le questioni che hanno contribuito al dissesto finanziario del Comune.

Ritengo che le conseguenze economiche generate da quelle scelte abbiano contribuito al fallimento di Teateservizi e abbiano aperto una voragine nei conti pubblici che, negli anni successivi, si è progressivamente ampliata fino a condurre Chieti verso il dissesto.

Non chiedo a nessuno di credere alle mie parole.

Chiedo soltanto di leggere i documenti.

Per questa ragione ho voluto che questa conferenza stampa fosse accompagnata dai documenti.

Gli atti, le delibere, i protocolli e la documentazione raccolta nella Vetrina del Sapere sono oggi a disposizione degli organi di informazione e di tutti i cittadini che vorranno approfondire questa vicenda.

Non sto chiedendo a nessuno di condividere le mie conclusioni.

Sto chiedendo di verificare i fatti.

Invito pertanto la stampa a esaminare attentamente la documentazione che metto oggi a disposizione e a svolgere ogni opportuno approfondimento. Ritengo infatti che una vicenda così importante per la storia amministrativa e finanziaria di Chieti debba essere valutata sulla base delle carte, dei numeri e degli atti ufficiali, non delle opinioni o delle convenienze politiche.

La verità dei fatti non ha bisogno di slogan: ha bisogno di documenti.

Lo affermo con assoluta chiarezza.

Ritengo che un’eventuale vittoria della stessa classe politica che ha condotto la città fino a quello che, spero, sia il punto più basso della sua millenaria storia, sarebbe una delle scelte più dannose che Chieti possa compiere.

Non rappresenterebbe il cambiamento.

Chi era nella stanza dei bottoni quando venivano assunte determinate decisioni non può oggi presentarsi come il volto della novità.

Chieti non ha bisogno di tornare indietro.

Chieti ha bisogno di voltare pagina.

Non ho interessi personali da difendere.

Non ho incarichi da chiedere.

Non ho appartenenze politiche da tutelare.

Ho soltanto a cuore il destino della città nella quale ho vissuto, lavorato e investito per tutta la mia vita.

E per questo sento il dovere di spiegare ai cittadini le ragioni della mia posizione.

Ho visto aziende chiudere, attività storiche scomparire e giovani rinunciare ai propri progetti. Troppi imprenditori hanno avuto la sensazione di essere stati lasciati soli proprio quando avevano più bisogno di sostegno e rappresentanza ma¸ ad oggi, viene proposta come fonte di cambiamento  quella stessa classe dirigente che ha governato Chieti negli ultimi anni.

Per molti cittadini il cambiamento annunciato rischia di essere soltanto uno slogan.

Infine, credo sia arrivato il momento di giudicare una lunga carriera politica non dalle promesse ma dai risultati.

I cittadini hanno il diritto di sapere quali investimenti, quali opportunità e quali benefici concreti siano stati portati a Chieti dopo decenni di presenza ai vertici delle istituzioni.

Saranno i cittadini, come è giusto che sia, a esprimere il loro giudizio.

Ma prima di entrare nella cabina elettorale rivolgo a tutti un invito sincero e responsabile.

Non fermatevi agli slogan.

Non lasciatevi convincere dalle promesse dell’ultima ora.

Leggete le carte.

Consultate la Vetrina del Sapere.

Approfondite i fatti.

Valutate la storia amministrativa e politica di questa città.

E poi decidete in piena libertà dopo aver riflettuto attentamente prima di consegnare il futuro di Chieti a chi rappresenta quel passato.

Perché la memoria non è rancore.

La memoria è responsabilità.

E una città che dimentica il proprio passato rischia di compromettere il proprio futuro.

 

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