Riceviamo e pubblichiamo integralmente il comunicato del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia al Comune di Chieti sulla vicenda Tari e sulle recenti dichiarazioni dell’assessore Pantalone in materia tributaria.
Abbiamo letto con vero disagio la risposta dell’Assessore Pantalone al comunicato stampa del gruppo Consiliare FDI Chieti sulla mancata ricezione degli avvisi TARI. Risposta che conferma una cosa gravissima: o l’Assessore mente sapendo di mentire, o non è adatto al ruolo che ricopre, perché privo delle più elementari competenze in materia tributaria. E in entrambi i casi è un fatto grave per la Città. L’Assessore confonde – volutamente o per ignoranza – un “avviso bonario di pagamento” con un atto impositivo.
Glielo spieghiamo noi, così la prossima volta non fa brutta figura:
- Senza data certa non c’è sanzione.
Per poter applicare una multa per tardivo o omesso versamento TARI occorre la prova legale della ricezione dell’atto. La “data certa” si ha solo con raccomandata A/R, PEC, notifica tramite messo. Ciò che il Comune ha inviato – quando lo ha inviato – è un semplice avviso bonario recapitato con posta ordinaria. Non ha valore legale di avvenuta conoscenza. Quindi non è sanzionabile. Il cittadino può pagare in ritardo o addirittura non pagare quell’avviso, perché manca il presupposto della ricezione. L’eventuale pretesa va poi fatta con accertamento notificato.
- Senza data certa non decorre neanche la prescrizione.
Lo stesso principio vale per la prescrizione. Il termine di 5 anni per la riscossione non decorre dall’invio, ma dalla data certa di ricezione dell’atto interruttivo. Se il Comune non è in grado di provare quando il cittadino ha ricevuto, non interrompe nulla. Quindi, Assessore Pantalone, di cosa stiamo parlando?
- Il vero problema che lei finge di non vedere.
Il problema non è solo la seconda rata di domani. È il cumulo che state preparando per dicembre. Se non avete recapitato la seconda rata, state per far coincidere il residuo TARI con IMU, acconto IVA, IRPEF, e scadenze delle imprese. State comprimendo tutti i pagamenti a fine anno, con una mazzata insostenibile per famiglie e imprese teatine, già strozzate dal dissesto che avete creato voi. Questo è il rischio concreto: famiglie che a dicembre dovranno scegliere se pagare la TARI arretrata, l’IMU o la spesa di Natale.
Per questo diciamo con chiarezza: se l’Assessore Pantalone sa queste cose e ha risposto in quel modo in Consiglio Comunale, ha mentito sapendo di mentire al Consiglio e ai cittadini. Se non le sa, è totalmente inadatto al ruolo, privo di competenze e conoscenze in materia tributaria, e dovrebbe trarne le conseguenze e dimettersi. Non si può amministrare il bilancio di una città in dissesto senza conoscere la differenza tra un avviso bonario e una raccomandata. Chieti non ha bisogno di propaganda sul dissesto. Ha bisogno di un Assessore al Bilancio che sappia cos’è una data certa.
Attendiamo rettifica immediata in Consiglio Comunale e, soprattutto, provvedimento formale di non applicazione di sanzioni e interessi per tutti i tardivi pagamenti TARI dovuti a mancato recapito. Altrimenti saremo costretti a ricorrere nelle sedi competenti a tutela dei cittadini, compreso ricorso al Prefetto e segnalazione alla Corte dei Conti per danno erariale da mancata riscossione dovuta a vostra negligenza.
Gruppo Consiliare Fratelli d’Italia – Comune di Chieti
Carla Di Biase
Giuseppe Giampietro
Manuela Esposito
