“Mi trovo imbrigliato, mio malgrado, in una spiacevole gara alla promozione delle UCCP con il consigliere Bruno Di Iorio. Un “duello” mediatico che mai avrei pensato di ingaggiare, quando ho deciso di replicare all’accusa che lui e altri consiglieri di minoranza hanno fatto a me e all’Amministrazione di non esserci occupati dei servizi sanitari territoriali e, nello specifico, del decollo delle Unità di Cure Complesse, che compete in primis alla Asl e alla Regione che, Ente che gestisce la sanità del territorio. Così, mi vedo costretto a ricordare di nuovo al consigliere e ai cittadini a cui dovesse interessare questa diatriba agostana, che il tema della medicina territoriale è stato posto da questa Amministrazione al primo livello delle criticità da risolvere, cosa che spesso ci ha spinto anche al di là delle nostre specifiche competenze”: lo dice il sindaco Diego Ferrara di nuovo in replica sulle accuse in merito ai servizi territoriali della sanità. “Con le riunioni delle Commissioni sanità e il Consiglio comunale straordinario dedicato, svoltosi poco più di un mese fa, non abbiamo fatto propaganda, ma abbiamo semplicemente voluto sollecitare la sinergia di tutte le forze politiche cittadine nella rivendicazione della comune attenzione ai diritti dei malati, per porci in loro vece come interfaccia istituzionale con la Regione che, come detto, in materia di sanità ha le specifiche competenze e altrettanto inderogabili possibilità di intervento attraverso le Asl e non i Comuni. Detto questo faccio notare al collega Di Iorio che il Nucleo di Cure Primarie di cui lui faceva parte dal 2001, era solo una delle tante associazioni mediche spontaneamente costituite e riconosciute dalla Asl, ma che nulla avevano a che vedere con le UCCP, che sono arrivate quasi dopo un decennio da allora e che hanno prerogative radicalmente diverse. Tant’è che nelle riunioni che a Chieti io organizzavo e a cui partecipavano i medici appartenenti alle varie associazioni, compresa quella fondata dal dottor Franco Pagano e di cui Di Iorio era parte, si discuteva specificamente di come trasformare in UCCP proprio quelle associazioni. Magari se avesse mai partecipato allora, oggi saprebbe di cosa stiamo parlando e perché mi vedo chiamato in causa. Infatti, mentre le NCP erano libere associazioni di professionisti, le UCCP avevano la caratteristica di associazioni pluri-professionali di medici specialisti, pediatri, infermieri di comunità e personale di segreteria e dovevano servire una comunità cittadina di almeno 40.000 persone. Insomma, due cose completamente diverse. Detto questo, fossi in Di Iorio, più che cadere in una sterile contrapposizione politica che di certo non giova alla causa, unirei le mie forze a quelle dell’istituzione di cui entrambi, pur con ruoli diversi, siamo parte, impegnandomi per remare tutti dalla stessa direzione, perché, come ci insegnano gli antichi proverbi, è l’unione che fa la forza e non i distinguo, che storicamente non hanno mai prodotto buoni frutti per la comunità”.

 

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