Sottanelli (Azione): “Cure a 80 chilometri per bambini autistici, ennesima dimostrazione di un sistema territoriale inefficiente e insufficiente”

“La vicenda dei tre bambini autistici costretti a percorrere 80 km fino a quattro volte a settimana per ricevere cure essenziali è la dimostrazione concreta di quanto ho già denunciato nei giorni scorsi attraverso i dati del Ministero della Salute: l’Abruzzo è insufficiente nell’assistenza territoriale e questa ne è la drammatica conferma. Non si può scaricare sulle famiglie il peso di un sistema sanitario che non garantisce cure adeguate nei luoghi di residenza. La Regione e la Asl devono intervenire immediatamente per porre soluzione a questa ingiustizia.” – dichiara Giulio Sottanelli, deputato e Segretario regionale di Azione.
Nei giorni scorsi, Azione aveva già evidenziato le criticità del sistema sanitario regionale, denunciando come l’Abruzzo fosse tra le regioni insufficienti nelle cure territoriali e nella prevenzione. “La prevenzione e la medicina di prossimità sono essenziali per garantire un servizio sanitario efficiente. Se le famiglie sono costrette a ricorrere ai tribunali per ottenere cure e l’unica soluzione proposta dalla Asl è un centro a 80 km di distanza, significa che la sanità territoriale non funziona e che il diritto alla salute viene compromesso, su questo la politica, nazionale e regionale, si deve prendere le proprie responsabilità.” – aggiunge Sottanelli.
Nonostante tre ordinanze del Tribunale di Chieti abbiano imposto alla Asl di attivare immediatamente i percorsi riabilitativi, l’azienda sanitaria continua a ignorare il problema, imponendo alle famiglie trasferte estenuanti.
“La nostra Regione non può continuare a scivolare verso le realtà meno virtuose della sanità italiana. Senza un intervento immediato, la mobilità passiva continuerà a crescere, costringendo sempre più famiglie a rivolgersi altrove per ricevere cure adeguate. Questo caso è l’ennesima dimostrazione che serve un cambio di rotta: il potenziamento della sanità territoriale non è più rinviabile. Il diritto alla salute non può essere messo in discussione soprattutto quando si parla di minori.” – conclude Sottanelli.

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