RICEVIAMO e PUBBLICHIAMO
“Giulio Cesare è stato un grande imperatore, un grande statista. La “grandezza” politica è, però, un concetto molto relativo: Cesare è stato grande per i romani (nei quali molti italiani si identificano), non certo per i popoli sterminati. Il desiderio di avere “un posto al sole” in Africa ha reso “grandi” (non per noi) molti politici e militari del Bel Paese. Ma è costata la vita a più di 200.000 africani. Dal punto di vista di somali, etiopi ed eritrei non si è trattato di “grandi”, bensì di invasori assassini. Adesso ci si vede costretti a discutere dalla proposta avanzata da due consiglieri comunali di intestare una sala comunale a Silvio Berlusconi. Non sorprende che ciò avvenga in una maggioranza che ha già nominato in posizioni vertice personaggi dal dichiarato passato fascista.
A Berlusconi il governo di destra ha dedicato il lutto nazionale. Molto probabilmente un governo di centro-sinistra non lo avrebbe fatto. Da parte sua la Giunta Ferrara può accettare che si dedichi una sala comunale ad un signore condannato penalmente (quindi un delinquente), che ha avuto come “stalliere” un mafioso definito da Borsellino poco prima di morire “la testa di ponte della mafia nel nord Italia” e da Dell’Utri definito “eroe”?
Ovviamente questa dedica non dovrebbe essere accettabile per chi ha combattuto il degrado morale professato e praticato da Berlusconi quando ha difeso gli evasori fiscali, organizzato “cene eleganti”, proposto di votare che “Ruby è la nipote di Mubarak”.
Siamo moderatamente convinti che questa provocazione non verrà accolta. Ma rimane un problema: come si può stare in maggioranza con chi ha avanzato la proposta? Non si tratta più di “ingoiare rospi” pur di tenere in piedi la Giunta, il problema è che il rospo si è ingoiato la Giunta.
Gennaro Garofalo, segretario cittadino Sinistra Italiana
Michele Marino, Vicesegretario provinciale Sinistra Italiana
