“È sconcertante l’attività di censura portata avanti da questa amministrazione che ormai va aldilà di quella politica laddove si assiste quotidianamente a comportamenti che impediscono il naturale dibattito politico tanto da necessitare l’ennesimo ricorso al Prefetto. Ora la censura si è estesa anche anche nei confronti delle attività culturali, fulcro dell’associazionismo, e mi riferisco alla proiezione negata del film “invisibili” promossa dal Comitato Difesa minori di Domenico Liberati”. Lo dice Serena Pompilio, capogruppo di Azione politica in Consiglio comunale a Chieti. “Sala prima autorizzata e, poi, negata. Stesso modus operandi adottato anche in altre occasioni: mi riferisco alla conferenza sulla problematica e sui risvolti giuridici della ludopatia (problema ahimè sempre più presente sul nostro territorio) negata alla Unione nazionale consumatori facentesi capo a Gianni Totino, nel mese di ottobre scorso, senza comprenderne la motivazione. Anche in questo caso la sala negata senza alcun motivo valido vista la trattazione del thema se non che per evidenti motivi di puerilismo politico visto che uno dei relatori ero proprio io nella veste questa volta di avvocato – aggiunge la Pompilio. Chi decide cosa è culturale o meno? Perché le sale vengono dapprima concesse e poi revocate? Perché visto che trattasi di attività meramente amministrativa interviene il Sindaco, organo politico? Tutto ciò mi sembra gravissimo atteso che la sala della pinacoteca Barbella, pubblica e non privata, non dovrebbe essere riservata all’uso esclusivo degli amici dei consiglieri per la pubblicità di libri da vendere ne’ tantomeno può essere utilizzata a fini politici proprio come è accaduto sotto l’amministrazione Ferrara. Aperto il consiglio comunale per fatto grave proprio su questo tema alla presenza di sette esponenti del comitato Difesa minori oggi presenti in aula, in rigoroso silenzio, ai quali però è stato negato anche di riprendere l’intervento in aula. Ennesima censura da parte di chi ancora una volta confonde arbitrio e discrezionalità sull’uso della res publica. Chiedo formalmente al Sindaco Ferrara di mettere a disposizione per la proiezione del film “invisibili” altra struttura pubblica atteso il diritto di informazione libera !”.
